Economia

Referendum in Grecia, la Germania non fa sconti ad Atene

Doccia fredda per Tsipras. Merkel: "Trattative dipendono dalla Grecia". Il portavoce di Schaeuble:"Il taglio del debito greco non è in agenda per noi". LEGGI ANCHE Renzi: "Serve un'uscita d'emergenza" - Varoufakis si dimette.

In una telefonata con Angela Merkel, il primo ministro greco ha informato la cancelliera tedesca che al vertice dell'Eurogruppo di domani Atene presenterà nuove proposte per superare la crisi del debito. Gli effetti del "No", esito del Referendum della Grecia, non hanno ammobidito la tensione con i creditori e ancor di più non hanno avuto effetti sulla linea che continua a mantenere la cancelliera tedesca Angela Merkel la quale è vero che ha mantenuto le porte aperte al dialogo ma al contempo ha freddato le speranze di future e immediate trattative. E se qualcosa dovrà succedere, il primo passo dovrà farlo il premier Tsipras: "Molto dipende dalle proposte che la Grecia metterà adesso sul tavolo''. Ha detto il portavoce di Angela Merkel Steffen Seibert a Berlino in conferenza stampa. E dopo aver messo in chiaro la posizione della canceliera, torna ad aprire quel barlume di speranza al quale potrà aggrapparsi il governo ellenico: "La porta resta sempre aperta, ma visto il risultato del referendum, al momento non ci sono i presupporsi per nuove trattative su altri programmi di aiuto".     Doccia fredda per Tsipras. Dunque, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, mantengono i ruoli di "poliziotto buono" e "poliziotto cattivo". Martin Jaeger, portavoce di Schaeuble, ha affermato che "il taglio del debito greco non è in agenda per noi" e che Berlino "non intende cambiare i propri piani di bilancio a causa della situazione in Grecia". Si tratta di un'affermazione che pone una seria ipoteca sulle trattative, dato che il premier ellenico aveva convocato il referendum proprio perché non era riuscito a strappare impegni su un taglio del debito.     Il premier ellenico al Telefono. Intanto Tsipras ha avuto colloqui telefonici con il presidente russo Vladimir Putin e con il presidente della Bce Mario Draghi. La Russia si limita ad auspicare che la Grecia raggiunga "al più presto" i compromessi "necessari" con i suoi creditori e prenda decisioni "che consentiranno stabilità economica e sociale". Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ribadisce che da Atene non è arrivata a Mosca nessuna richiesta di assistenza finanziaria e che la questione non è mai emersa nei diversi contatti bilaterali. La Russia, ha aggiunto, rispetta il risultato del referendum, ma questioni legate alla crisi greca non sono nell'agenda dei temi che il vertice dei vertici Brics e Sco (Organizzazione di Shangai per la cooperazione), a Ufa nei prossimi giorni, anche se non si esclude che siano sollevati durante i lavori.     Commissione Ue: "Ora tutto più difficile, ma il posto della Grecia è nella zona euro". La Commissione Ue "rispetta la scelta democratica" della Grecia, ma "non c'è una facile via d'uscita" ed anche se l'esecutivo Ue è "pronto a continuare a lavorare" con la Grecia "non può andare avanti senza un mandato dell'eurogruppo". Lo dice il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, nel primo commento di Bruxelles dopo il referendum greco. "La stabilità dell'eurozona - ha aggiunto - non è in discussione" e "una cosa è chiara, il posto della Grecia era e resta nell'Eurozona". "Il "sì" - ha proseguito - avrebbe dato un segnale positivo" mentre "il "no" rende le cose più complicate" perché "c'è distanza tra la Grecia e gli altri paesi dell'eurozona".Nessun commento da parte della Commissione sulle dimissioni del ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis. Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, si è limitato a spiegare che "spetta al governo greco scegliere un nuovo ministro".

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