Ora bisogna aspetta solo il risultato finale. Alle 19 locali (le 18 in Italia) i seggi del referendum che deciderà il futuro della Grecia, e dell'Europa, si sono chiusi. Superato decisamente il quorum del 40% (l'affluenza è stata del 65%), è iniziato lo spoglio. E i risultati (ancora parziali) danno il No al 61,4%, mentre il Sì è fermo al 38,6%. Un risultato superiore alla tendenza evidenziata dai sondaggi diffusi dai principali canali televisivi del Paese che davano al No una forbice tra il 49,5 e il 54,5%. SEGUI LO SPOGLIO IN TEMPO REALE Ma guai a dire che questo è l'inizio della fine. Il portavoce del governo, Gabriel Sakellaridis, ha già fatto sapere che l'esecutivo "vuole riprendere i negoziati con i creditori internazionali immediatamente in modo da siglare un accordo che consenta al Paese di superare l'attuale crisi. I negoziati che cominceranno devono essere conclusi molto presto, anche nel giro di 48 ore. Faremo tutto il possibile per arrivare a un accordo rapidamente". Linea ribadita anche dal ministro della Finanze Yannis Varoufakis: "Da domani l'Europa inizi a curare le nostre ferite. In questi 5 mesi i nostri creditori hanno rifiutato ogni proposta di discussione, volevano umiliarci. Da domani, grazie a questo bel no chiameremo i nostri partner per trovare un terreno comune". Alexis Tsipras ha già sentito al telefono il presidente francese Francois Hollande e avrebbe avuto un contatto con il presidente della Bce, Mario Draghi. L'ex premier Antonis Samaras, che ha fatto campagan per il "sì", si è dimesso da capo dell'opposizione. Il discorso in tv A tarda sera il premier Tsipras è apparso in televisione per un discorso alla Nazione: "La Grecia da domani vuole sedersi di nuovo al tavolo delle trattative. Vogliamo continuarle con un programma reale di riforme ma con giustizia sociale. Dobbiamo uscire dall'austerity. E dobbiamo riarticolare la questione del debito". "L'obiettivo prioritario - ha aggiunto - è riportare alla normalità il sistema delle banche. La vittoria del No non è un messaggio di rottura con l'Europa ma rafforza il nostro potere nei colloqui". Today's #referendum doesn't have winners or losers. It is a great victory, in and of itself. #Greece #Greferendum — Alexis Tsipras (@tsipras_eu) 5 Luglio 2015 The Greek ppl responded to real question at hand: What kind of Europe do we want? The answer: A Europe of solidarity & #democracy. #Greece — Alexis Tsipras (@tsipras_eu) 5 Luglio 2015 Lo schiaffo di Berlino Ma dalla Gremania arriva la doccia gelata del vicecancelliere Sigmar Gabriel che parlando al Tagesspiegel attacca: "Tsipras e il suo governo stanno guidando la Grecia su un cammino senza speranza. Tsipras ha buttato giù gli ultimi ponti per raggiungere un compromesso tra Grecia e Europa. Ritengo difficilmente immaginabili nuovi negoziati". Mentre la Csu, partito alleato di Angela Merkel, affida il proprio commento a Twitter ("Buonanotte Grecia - Ora sono su una strada pericolosa") Kali nichta, Hellas - Gute Nacht, #Griechenland! Ihr geht jetzt einen ganz schweren Weg. #Greferendum — CSU (@CSU) 5 Luglio 2015 E ancora ("Tsipras e il suo governo di sinistra hanno mentito al popolo e lo hanno portato a credere che ci può essere euro senza riforme") Tsipras und seine Linksregierung haben das Volk belogen und vorgegaukelt, es gäbe Euros ohne Reformen. #Greferendum pic.twitter.com/jRzBLgxr9w — CSU (@CSU) 5 Luglio 2015 Le Pen all'attacco Dalla Francia arriva il commento di Marine Le Pen ("L'Ue è una setta e Mario Draghi è il suo guru") L'UE est une secte et Mario Draghi est son gourou ! MLP — Marine Le Pen (@MLP_officiel) 5 Luglio 2015
Referendum in Grecia vince il NO LO SPOGLIO IN DIRETTA
Tsipras: "Ora nuova trattativa, ridiscutere il debito". Ma il vicecancelliere tedesco dice no: "Avete rotto tutti i ponti" FOTO A piazza Syntagma la festa dei sostenitori di Tsipras
