Alla vigilia del referendum, il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, accusa i creditori internazionali di "terrorismo". "Quello che stanno facendo con la Grecia ha un nome: terrorismo", ha dichiarato in un'intervista al quotidiano spagnolo El Mundo. "Ciò che Bruxelles e la Troika vogliono oggi è che vinca il sì così che possano umiliare i Greci - ha aggiunto -. Perché ci costringono a chiudere le banche? Per incutere paura nella gente. E diffondere la paura si chiama terrorismo". In ogni caso il ministro ha spiegato che gli istituti di credito riapriranno martedì indipendentemente dall'esito del voto mentre lui si dimetterà se i greci dovessero decidere di far vincere il "sì". Se invece, come lui spera e crede, vinceranno i "no", il premier Tsipras volerà a Bruxelles e raggiungerà un accordo con i creditori: "L'Europa ha bisogno di un accordo, la Grecia ne ha bisogno, ciò significa che raggiungeremo un accordo". Varoufakis ha anche accusato i creditori di voler fare della "Grecia un esempio" di ciò che non devono fare gli altri Paesi. "Credo che in tutta l'Europa - ha osservato - servano partiti come Syryza e Podemos, partiti critici verso il sistema ma al tempo stesso europeisti e democratici. Quelli che ci odiano ci vogliono dipingere come anti-europeisti ma non è vero, non lo siamo". I quesiti del referendum Sono quasi dieci milioni i greci che domani potranno recarsi alle urne per esprimersi nel referendum - il primo dopo quello del 1974 sull'abolizione della monarchia - sulla proposta dei creditori internazionali. Le urne saranno aperte dalle 7 alle 19 ora locale (dalle 6 alle 18 in Italia), i primi exit poll sono attesi alla chiusura dei seggi, mentre i primi risultati attendibili dovrebbero arrivare entro le 21 locali. Gli elettori sono chiamati a rispondere sì (nai) o no (oki) al seguente quesito: "Si deve accettare la bozza di accordo presentata da Commissione europea, Bce ed Fmi all'Eurogruppo del 25 giugno e che consiste di due parti?". In realtà questo documento ormai non esiste più, dal momento che la proposta rientrava nel secondo piano di salvataggio per la Grecia, che è scaduto a mezzanotte del 30 giugno.
Varoufakis: "I creditori internazionali sono terroristi"
ll ministro delle Finanze: "Se la Grecia non sarà salvata, andranno in fumo mille miliardi di euro. Per questo l'accordo ci sarà sicuramente" LEGGI ANCHE Soldi finiti un miliardo in cassa fino a lunedì
