Banche e Borsa di Atene chiusa. Sarebbe questa la mossa del governo per evitare un "lunedì nero" all'economia greca. Con il Paese che sembra ormai destinato al default. Soprattutto dopo che il premier Alexis Tsipras, chiudendo il dibattito davanti al Parlamento chiamato la notte scorsa a votare sull'indizione del referendum, ha chiesto ai suoi connazionali di votare "no" respingere "l'insulto" ricevuto dai creditori: "Il momento della verità è venuto, il momento di quando vedranno che la Grecia non si arrenderà, che la Grecia non è un gioco cui si può mettere fine. Sono certo che il popolo greco sarà all'altezza delle storiche circostanze ed emetterà un forte no all'ultimatim". Via libera Forte della maggioranza del Parlamento, Tsipras ha così ottenuto il via libera al referendum. Con i deputati della sinistra radicale di Syriza hanno votato a favore del referendum quelli di estrema destra della formazione filo-nazista Alba Dorata. Contro la consultazioni i filo-europei di centrodestra di Nea Dimokratia, i socialisti del Pasok, i centristi di To Potami e i comunisti del KKE. L'uscita della Grecia dall'Euro non è mai stata tanto vicina. Il negoziato fra Atene e le istituzioni (l'ex Troika ovvero Ue, Bce e Fmi oltre all'Esm). dopo la rottura all'Eurogruppo di ieri, è in una situazione di stallo. I paesi dell'Eurozona ribadiscono che gli strumenti di cui si sono dotati negli ultimi anni permetteranno di combattere il rischio contagio e di evitare il peggio. "La Grecia fa ancora parte dell'Euro" è il coro unanime che si alza da Bruxelles. Il governo greco ha potuto pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e se martedì, come è probabile, non potrà pagare il suo debito da 1,6 miliardi con il Fmi, si troverà in una situazione di arretrato, o al massimo di default ma solo nei confronti de Fondo. In ogni caso domani dovrebbe essere "una giornata molto difficile" per i mercati finanziari e per le banche elleniche. Le mosse della Bce Il Consiglio direttivo della Banca centrale europeo che si è riunito questa mattina ha lasciato invariati i fondi di emergenza Ela (Emergency liquidity assistance) alle banche greche anche se si dice comunque pronto "a riconsiderare la sua decisione" "Abbiamo preso atto della decisione del Governo greco di indire un referendum per il prossimo 5 luglio - si legge in una nota - e della mancata proroga del programma di salvataggio che scade il prossimo 30 giugno. In seguito a queste decisioni la Bce lavorerà a stretto contatto la Banca di Grecia per mantenere la stabilità finanziaria". Il Consiglio direttivo della Bce, prosegue il testo, ha accolto "con favore l'impegno da parte dei ministri degli Stati membri dell'area dell'euro di prendere tutte le misure necessarie per migliorare ulteriormente la resistenza delle economie dell'area dell'euro e di essere pronti ad adottare delle misure per rafforzare l'Unione economica e monetaria. E continuerà a monitorare da vicino la situazione e le potenziali implicazioni che queste circostanze avranno sulla politica monetaria dell'area dell'euro". Il sondaggio sul referendum Nonostante le parole di Tsipras (che ha invitato i greci a votare "no"), da un primo sondaggio (effettuato dalla società Alco) emerge che la maggioranza assoluta della popolazione sarebbe invece a favore di un nuovo piano di restrizioni pur di continuare ad avere in cambio gli aiuti economici. I "sì" sono accreditati del 57% dei consensi, contro il 29% di no, mentre il resto è di indecisi. Una tendenza in qualche modo confermata anche da una seconda rilevazione degli umori dei cittadini, effettuata dalla K-Research e pubblicata dal quotidiano To Vima. In questo caso i "sì" si attestano sul 47% contro il 33% di "no" e il resto di schede bianche o senza un'opinione precisa. Banche verso la chiusura Intervistato dalla Bbc il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ha detto che il governo valuterà stanotte la possibilità di imporre controlli sui capitali e la chiusura delle banche domani. Oltre agli istituti di credito il governo sarebbe intenzionato a chiudere anche la Borsa di Atene. Parlando alla Bild ha invece rivolto un appello indiretto ad Angela Merkel: "I capi del Governo dell'Ue devono agire e tra loro il cancelliere tedesco, Angela Merkel, detiene, in quanto rappresentante del Paese più importante la chiave per la soluzione. Spero che la utilizzerà. Non potevamo accettare la proposta ma non potevamo respingerla semplicemente data l'importanza della questione per il futuro della Grecia. Per questa ragione abbiamo deciso di rivolgerci ai nostri cittadini per dare a loro la scelta. Noi abbiamo già messo le nostre proposte sul tavolo. Ora spetta alle istituzioni europee mostrare buona volontà".
La Grecia non si fa intimidire da Bruxelles
Varoufakis: "Pronti a valutare la chiusura della banche". Tsipras: "Votare no al referendum per respingere l'insulto ricevuto dai creditori" LEGGI ANCHE Niente accordo Ue-Atene Grecia verso il fallimento
