Con l'ipotetico passaggio al contributivo il 20% dei docenti delle università pubbliche vederebbe aumentate le proprie pensioni. È l'Inps a quantificare l'impatto della trasformazione del metodo di calcolo dal retributivo al contributivo. Un passaggio che comunque ridurrebbe in media gli assegni dei docenti di circa l’11%. Un taglio più contenuto rispetto ad altre categorie, spiega l'istituto di previdenza, in quanto l'età e l'anzianità media alla decorrenza, rispettivamente pari a circa 67 e 40 anni, sono più elevate rispetto al complesso delle pensioni dei dipendenti pubblici e l'età non incide sul calcolo della pensione retributiva. L'importo annuo lordo medio di tutte le pensioni in pagamento dei docenti, stima ancora l'Inps, comprese le pensioni ai superstiti, è di circa 65.500 euro. Sono 21.350 quelli iscritti alla cassa CTPS. Le regole di pensionamento fino al 31 dicembre 1992 prevedeva il calcolo sulla base della retribuzione tabellare dell'ultimo giorno di servizio, maggiorata del 18% senza tetti retributivi; l'aliquota di rendimento con la quale nel sistema retributivo vengono valorizzati gli anni di contribuzione per il calcolo della pensione è del 2,33% fino al 15° anno di anzianità, diversa da quella degli iscritti al FPLD che è al massimo del 2%, e dell'1,80% dal 16° anno in poi.
Pensioni più alte per prof universitari
Con l'ipotetico passaggio al contributivo il 20% dei docenti delle università pubbliche vederebbe aumentate le proprie pensioni. È l'Inps a quantificare l'impatto della trasformazione del metodo di...