Economia

L'Eurogruppo spinge la Grecia verso il fallimento

No all'estensione del programma di aiuti oltre il 30 giugno. Tsipra a Merkel e Hollande: "Il popolo greco sopravviverà"

La mossa di Alexis Tsipras non è piaciuta all'Unione Europea. L'annuncio, a sorpresa, di indire un referendum tra i cittadini greci per decidere se firmare o meno le proposte avanzate dai creditori internazionali è stata vista come una provocazione. E l'Eurogruppo ha deciso di rispondere con durezza. Respinta la richiesta di prolungare oltre il 30 giugno il programma di aiuti per Atene. Ora il Paese è sempre più vicino al fallimento.  "Con grande dispiacere - ha spiegato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem - posso dire che i negoziati sono falliti". L'Eurogruppo si è quindi riunito, per la prima volta senza rappresentanti della Grecia, per discutere di "garantire la stabilità e la credibilità dell'Eurozona". La situazione sta precipitando velocemente anche se il ministro delle Finance francese Michel Sapin, a margine del vertice, assicura: "Quello che è successo oggi non è l'uscita della Grecia dall'Eurozona. La moneta della Grecia è ancora l'euro e nessuno di noi, tantomeno la Francia, vuole che la Grecia esca dall'Eurozona. La sua decisione pone problemi prima di tutto alla Grecia". E una mano tesa arriva anche da Dijsselbloem: "La porta resta aperta a ulteriori trattative con la Grecia. Varoufakis non è stato cacciato dal tavolo ma è uscito di sua sponte. I creditori sono pronti a fornire assistenza tecnica al sistema bancario greco. Siamo tutti pronti a sostenere la Grecia se e quando richiesto una volta che il programma di assistenza sarà terminato. Seguiremo gli eventi giorno per giorno e ci riuniremo nuovamente laddove necessario, faremo un attento monitoraggio degli eventi e poi ci riuniremo nuovamente".      Duri e puri Sarà, ma il governo di Atene non sembra disponibile a fare concessioni. "Il rifiuto dell'Eurogruppo di concedere alla Grecia un'estensione del programma di aiuti per permettere al popolo greco di esprimersi sulla proposta di accordo - sottolinea il ministro delle Finanze, Jannis Varoufakis - è grave e danneggia la credibilità dell'Eurogruppo. Ho paura che questi danni saranno permanenti". "Faremo qualunque cosa decida il popolo greco - insiste -, anche se questo dovesse comportare un cambiamento nel governo. Noi siamo solo gli agenti. Chi decide è il popolo greco. Ho spiegato ai colleghi dell'Eurozona perché non potevamo accettare le proposte. I termini dell'accordo erano recessivi, i numeri dei finanziamenti non tornavano e non c'erano elementi che suggerissero che il piano avrebbe posto fine alla crisi". Quindi si è congedato dai giornalisti: "Oggi è un giorno triste per l'Europa". Il premier greco Alexis Tsipras, secondo quanto riferisce Reuters, ha invece telefonato ad Angela Merkel e Francois Hollande cui avrebbe ribadito la convinzione di procedere lungo la strada tracciata: "Il popolo greco sopravviverà. Il valore sommo in Grecia è la democrazia e il referendum si terrà qualsiasi cosa l'Eurogruppo decida".     Draghi osserva Per ora la Bce non interviene anche se, con un tweet, fa sapere che "monitora da vicino gli sviluppi" della situazione riunirà il Governing Council "a tempo debito". Cioè quando sarà necessario.      The Governing Council of the ECB will hold a meeting in due course to discuss the situation. The ECB is closely monitoring developments. — ECB (@ecb) 27 Giugno 2015     In realtà, secondo l'Adnkronos, il board della Bce dovrebbe riunirsi domani in teleconferenza così da offrire una risposta prima dell'apertura dei mercati di lunedi. All'Eurotower spetta la vigilanza sulle quattro banche principali, quelle che hanno rilevanza sistemica: Alpha Bank, Eurobank, Banca Nazionale di Grecia e Banca del Pireo. Tra le misure possibili, anche la chiusura degli sportelli, dopo la corsa ai bancomat di queste ore, con oltre 700 mln prelevati oggi.

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