A Expo approda la cosmesi con un progetto più che ambizioso. L’idea nasce negli uffici di Cosmetica Italia che, partendo dall’intuizione che la pelle è l’elemento in natura con la più alta biodiversità, ha costruito un percorso culturale che racconta attraverso gestualità ataviche l’essenza dell’estetica. Da qui una cosmetica capace di divenire nutrimento dell’anima. Un filo logico che nella presentazione milanese è stato possibile anche grazie all’intervento di professori e sociologi del calibro di Stefano Zecchi. La parte pubblica dell’assemblea oltre a dare vita a questa intuizione, ha presentato il consueto Beauty Report curato da Ermeneia. Un corposo volume che ha come obiettivo quello di effettuare un check-up delle imprese cosmetiche e di tracciare l’evoluzione dei comportamenti e degli atteggiamenti dei consumatori. Ad arricchire il rapporto un focus dedicato alle vendite dirette. Nadio Delai, presidente di Ermeneia, non ha dubbi: «Siamo di fronte al compimento di un ciclo che ha visto la cosmetica italiana posizionarsi meglio degli altri settori dei beni non durevoli e incrementare la propria forza competitiva sui mercati nonostante la crisi. Il cosmetico rimane un prodotto irrinunciabile come testimoniato dai consumatori che, pur avendo modificato i propri comportamenti, hanno ormai incorporato le difficoltà degli ultimi anni segnalando un recente atteggiamento di sobrietà negli acquisti». La parte dedicata al Rapporto Annuale curata dal Centro Studi di Cosmetica Italia conferma i numeri dell’industria cosmetica nazionale e ne evidenzia l’anelasticità. Tengono i fatturati che da oltre 10 anni sono in crescita rispetto alle altre realtà manifatturiere del Made in Italy con un valore che nel 2014 è stato superiore ai 9.300 milioni di euro (+0,8%). La contrazione marginale del consumo interno (-1,4%) è stata bilanciata dalla significativa performance delle esportazioni aumentate del 4,9% per un valore di 3.334 milioni di euro nel 2014. A fronte di importazioni in crescita del 2%, la bilancia commerciale del settore resta ampiamente positiva, confermando un valore record prossimo ai 1.650 milioni di euro. Considerando la ripartizione del fatturato sul mercato interno, si segnalano gli andamenti positivi delle vendite dirette a domicilio e per corrispondenza (+2,8%), dell’erboristeria (+2%) e della farmacia (+1,1%). Prosegue invece negativamente l’andamento dei canali professionali (estetica -3,6%, acconciatura -3,5%) e della profumeria che registra una flessione strutturale di 2,5 punti percentuali. Gian Andrea Positano, responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia, ha così commentato gli ottimi dati di quest’anno: «Abbiamo avviato un’analisi allargata alla filiera cosmetica con l’obiettivo di proporre una congiunturale che offra un quadro dinamico e ragionato dei fenomeni che registrano i vari anelli della catena. Con un fatturato complessivo prossimo ai 14.000 milioni di euro, emerge la forza della filiera lunga della cosmetica italiana, che incorpora realtà produttive a monte e a valle, oltre che realtà a diretto contatto con il cliente».
La bellezza conquista anima e mercato
Claudio Lo Tufo A Expo approda la cosmesi con un progetto più che ambizioso. L’idea nasce negli uffici di Cosmetica Italia che, partendo dall’intuizione che la pelle è l’elemento in natura con la...
