"Non capisco Tsipras". Queste le parole del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker allo Spiegel. "Ho sempre avvertito il fatto che non mi è possibile evitare il fallimento dei colloqui ad ogni costo", ha aggiunto il presidente, che non esclude un Grexit. Meno pessimista invece il ministro Padoan, che ha dichiarato: "Il fatto che sia stato convocato un Eurosummit è segno che ci sono margini per raggiungere un'intesa anche se bisogna essere cauti". Secondo Juncker i greci sembrano credere che c’è qualcuno in Europa che alla fine può tirare fuori un coniglio dal cilindro. Ma non è questo il caso. Inoltre, ha aggiunto: "Se io fossi il premier greco rivenderei come un successo" che la Commissione abbia offerto alla Grecia un piano di investimenti per 35 miliardi di euro per il periodo 2015-2020. Il premier greco, che è fiducioso nell’esito del vertice di lunedì, cerca di rasserenare il clima: "La famosa Grexit non può essere un’opzione, né per i greci né per l’Unione europea. Sarebbe un processo irreversibile, sarebbe la fine della Zona Euro, significherebbe il fallimento dell’idea Europea", dichiara il primo ministro greco Alexis Tsipras in un’intervista a un quotidiano austriaco. Il programma di austerità imposto da Ue e Fmi che ha comportato sacrifici per la popolazione "non ha reso la Grecia più competitiva e il debito dello Stato non si è ridotto. Va tutto rivisto", sottolinea Tsipras. Ritirati 3 miliardi di euro in 4 giorni. Il timore della Grexit spinge i risparmiatori greci a ritirare i deposti bancari. Nella sola giornata di ieri e' stato ritirato oltre un miliardo di euro. Lo rivelano tre fonti bancarie, secondo le quali in 4 giorni questa settimana sono usciti dalle banche greci ben 3 miliardi di euro ritirati dai depositanti, il 2,2% del totale dei depositi bancari del Paese. Cosa accadrebbe in caso di default. Dal primo luglio, se non rimborserà gli 1,6 miliardi di euro che deve al Fmi, la Grecia entrerà in default. Lo conferma la stessa Fmi, la quale non intende concedere nessun "periodo di grazia" ad Atene. A quel punto cosa succederà? Secondo gli esperti il default scatenerà forti turbolenze sui mercati finanziari, sulla cui entità, non essendoci storicamente nessun metro di confronto, gli analisti fanno fatica a pronunciarsi con sicurezza. Inevitabilmente il timore di una Grexit provochera' una corsa agli sportelli delle banche da parte dei risparmiatori greci (peraltro già iniziata) e le autorità di Atene per frenare la fuga di capitali saranno costrette a introdurre forti controlli sui flussi finanziari bancari. Inoltre il default riguarderà sicuramente il mancato pagamento dei debiti all'Fmi, mentre non scatterà automaticamente sui prestiti dell'Eurozona alla Grecia. L'altro punto interrogativo riguarda la liquidità di emergenza per le banche greche (Ela) concessa dalla Bce, che di fatto costituisce l'unica vera fonte di entrate finanziarie su cui attualmente Atene può contare. Ieri la Bce ha innalzato di 1,1 miliardi di euro, a quota 84.1 miliardi il tetto di questa liquidità di emergenza. In caso di default l'Eurotower potrebbe congelare o ridurre questo tetto sui prestiti di emergenza alle banche, oppure potrebbe rafforzare l'haircut e cioè lo sconto che applica ai collaterali che le banche greche forniscono a garanzia dei prestiti. A luglio e ad agosto il governo di Atene dovrà rinnovare 6,8 miliardi di euro di bond in mano alla Bce. Inoltre dall'Unione europea potrebbero arrivare richieste a sospendere il pagamento dei fondi destinati alla Grecia, così come potrebbe esserci la richiesta da parte di Atene di aiuti umanitari, non solo a Bruxelles, ma anche a Mosca e Pechino. Il rating della Grecia da parte di S&P è già stato abbassato a livello "Ccc", cioè a un livello più che spazzatura, proprio per tener conto di un possibile default. La stessa S&P ha già detto che il governo di Atene preferirà pagare le pensioni e gli stipendi pubblici piuttosto che rimborsare i prestiti con l'estero. Non è ancora chiaro per quanto tempo il governo di Atene sarà in grado di pagare pensioni, stipendi e servizi pubblici. L'evasione fiscale e il mancato pagamento delle tasse potrebbe essere un'altra conseguenza della crisi greca. Per finanziare le proprie attività, in mancanza di finanziamenti dall'estero, il governo greco potrebbe decidere di introdurre una moneta parallela, magari reintroducendo la dracma, prefigurando l'uscita dall'euro.
Grecia, è corsa agli sportelli. Ma Tsipras è ottimista
Junker: "Non posso evitare il fallimento dei colloqui ad ogni costo". Il timore del default ha spinto i risparmiatori ellenici a ritirare 3 miliardi di euro in 4 giorni
