Economia

Eurogruppo, niente accordo sulla Grecia

Lagarde furiosa con Tsipras e Varoufakis: "Sono dei bambini. Accordo possibilie se si dialoga tra adulti"

Si è conclusa senza accordo la riunione dell'Eurogruppo di giovedì. Il ministro dell'Economia greca Varoufakis avrebbe presentato all'Eurogruppo nuove proposte per il piano di riforme. Un pacchetto ancora insufficiente, viste le parole di Dijsselbloem, ministro tedesco delle finanze e presidente dell'Eurogruppo, che ha ribadito in conferenza stampa: "L'accordo è possibile ma servono nuove proposte di Atene, proposte credibili: resta poco tempo". Il prossimo appuntamento è convocato per lunedì 22 giugno, quando si terrà un vertice straordinario dell'Eurosummit: "È ora di discutere urgentemente la situazione della Grecia al più alto livello politico", ha detto Tusk. "Nessun accordo", twitta il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Domborvskis, ma "un forte segnale per la Grecia a impegnarsi seriamente nei negoziati". Mentre il commissario agli Affari economici dell’Ue, Pierre Moscovici ha dichiarato: "Si avvicina il fine partita, la Grecia deve impegnarsi costruttivamente e tornare a trattare per evitare una sorte catastrofica. Negozi ed eviti il disastro". Il rischio default. La Grecia finirà tecnicamente in default nei confronti dell'Fmi dal 1 luglio se non rimborserà il prestito entro il 30 giugno, perché la scadenza è definitiva, non c'è un periodo di "grazia" né possibilità di slittamento. E' l'avvertimento lanciato dal direttore generale del Fondo, Christine Lagarde. "Sarebbe in default dal 1 luglio nei confronti dell'Fmi ma io spero non accada", ha sottolineato Lagarde. Parole dure che arrivano proprio nel giorno in cui si tiene la riunione dell'Eurogruppo che rischia di essere tuttaltro che risolutiva. L'incoraggiamento della Merkel. Nonostante le parti siano ancora distanti, per la cancelliera tedesca, Angela Merkel, è comunque ancora possibile per la Grecia raggiungere un accordo con i suoi creditori, l'Unione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea. In un intervento al Parlamento tedesco Merkel ha sottolineato come gli sforzi della Germania siano indirizzati a tenere la Grecia nell'Eurozona, ma Atene "deve implementare decisamente le riforme". "Sono ancora convinta - ha detto - dove c'è volontà c'è una possibilità. Se i leader politici in Grecia - ha aggiunto - dimostrano questa volontà, un accordo con le tre istituzioni è ancora possibile". La Germania, ha precisato la cancelliera, è stato guidato dal principio della solidarietà europea in cambio di riforme economiche "cruciali". Merkel ha portato gli esempi di successo di Irlanda, Spagna e Portogallo, paesi che ora camminano sulle proprie gambe. A mettere in guardia è però il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. "La sopravvivenza dell'euro non è legata agli sviluppi della Grecia. Ma non si possono escludere determinati effetti di contagio: una Grexit modificherebbe il carattere dell'Unione monetaria", ha affermato in un'intervista a La Stampa sottolineando che la situazione "in Italia e in Spagna è molto diversa rispetto a quella in Grecia".

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