Economia

Non serve puntare sulla Grecia

Gli scommettitori inglesi danno per scontato l’addio di Atene all’euro. Per ora hanno ragione

Ne sono convinti anche i bookmakers inglesi: la Grecia è già fuori dalla moneta unica. Ora non si tratta della prova certa che, per quanto l’Europa stia tentando in tutti i modi il default di Atene, la storia sia già scritta, ma sicuramente gli allibratori inglesi tradizionalmente non amano perdere soldi. Dunque quando fissano le quote gli scommettitori ragionano sulla base di probabilità matematiche e difficilmente sbagliano. Nei giorni scorsi Paddy Power, uno dei bookmaker più noti, è stato il più convinto che alla fine la Grecia possa fallire e uscire dall’euro. Infatti continuano a essere accettate scommesse sull’uscita di Atene dal circuito dell’euro con una quota di 11 a 10: in pratica, scommettendo 10 euro se ne guadagnano appena 11. Tradotto per chi non è esperto di giochi e scommesse significa che l’evento cosiddetto della Grexit viene dato praticamente per scontato. Non è certo un buon viatico per le diplomazie che sono al lavoro per trovare un compromesso. E che proprio ieri, ha spiegato un portavoce della Commissione Ue, hanno annunciato che l’ennesimo negoziato fra Grecia e istituzioni per arrivare a un accordo in tempo per l’Eurogruppo del 18 giugno è fallito. «Anche se qualche progresso è stato fatto - ha spiegato la Commissione - i colloqui non hanno avuto successo perché resta una differenza significativa fra i piani delle autorità greche e le richieste congiunte di Commissione, Bce e Fmi nell’ordine di 0,5-1% del Pil o l'equivalente di oltre 2 miliardi di misure di bilancio permanenti su base annua. Inoltre, le proposte greche restano incomplete. Su questa base, un’ulteriore discussione dovrà ora avvenire all'Eurogruppo». L’unico a nutrire speranza continua a essere il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker che ieri dopo il naufragio delle trattative a Bruxelles tra governo greco e Ue ha detto che nonostante le «significative differenze» fra le richieste delle istituzioni e le proposte del governo greco, che impediscono di trovare un accordo in tempo per l'Eurogruppo del 18 giugno, resto «convinto che con più forti sforzi di riforme da parte greca e volontà politica da parte di tutti, una soluzione può ancora essere trovata prima della fine del mese». «Il presidente Juncker - ha riferito la Commissione - ha fatto un ultimo tentativo questo week end per trovare, attraverso rappresentanti personali e in stretto contatto con gli esperti di Commissione, Bce e Fmi, una soluzione con il primo ministro Tsipras che permettesse una valutazione positiva in tempo per l’Eurogruppo di giovedì 18 giugno». A mettersi nuovamente di traverso la Germania che, secondo il ministro dell’Economia, Sigmar Gabriel, «non si farà ricattare» per trovare un accordo sul salvataggio della Grecia» aggiungendo che «la pazienza dell'Europa sta finendo». Il ministro ha ribadito che il governo Tsipras deve portare avanti le stesse riforme che il precedente governo di Samaras si era impegnato a fare, se vuole arrivare ad un accordo. Quindi ha avvertito Atene che lo spettro di una sua uscita dall'euro «non spingerà» Berlino «ad accettare qualsiasi cosa». Insomma la situazione rischia di precipitare velocemente. E se già Berlino secondo indiscrezioni ha messo nel conto il default greco nessuno sa cosa può veramente capitare all’economia europea e ai singoli stati se questo arrivasse veramente. La curiosità avrà presto una risposta.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.