Non è una guerra di cifre ma quasi quella che sembra essere nata tra la Corte dei Conti e l’Avvocatura dello Stato sul costo del blocco dei contratti del pubblico impiego. Secondo la magistratura contabile infatti, il blocco dei contratti nella Pubblica Amministrazione e il calo del numero dei dipendenti nel 2011-14 ha determinato una diminuzione complessiva della spesa di personale di circa il 5%, pari a 8,7 miliardi in valori assoluti. Un valore che stride se rapportato ai 35 miliardi che gli avvocati dello Stato hanno stimato come onere dello Stato da contabillizzare nel caso che la Consulta il 23 giugno prossimo decidesse di accogliere le eccezioni di incostituzionalità delle leggi che hanno stoppato l’adeguamento salariale degli stipendi degli statali. Secondo la Corte dei conti infatti gli arretrati si attesterebbero ben al di sotto della cifra monstre. Una discrasia emersa anche dalle parole del presidente Raffaele Squitieri che a proposito della sentenza della Consulta ha detto che «indolore non dovrebbe essere, qualche ricaduta ci sarà». Squitieri non ha voluto commentare le stime. «Fare stime non è facile» ma «se ci venisse chiesta una valutazione possiamo farla». Certo è che i numeri sono talmente distanti tra loro che anche il risultato potrebbe divergere fortemente.
Statali, lo stop ai contratti vale 8,7 miliardi
Non è una guerra di cifre ma quasi quella che sembra essere nata tra la Corte dei Conti e l’Avvocatura dello Stato sul costo del blocco dei contratti del pubblico impiego. Secondo la magistratura...