Come nel gioco dell’oca sui dati dell’occupazione si torna di nuovo alla casella di partenza. Dopo le polemiche sull’aumento dell’occupazione dei primi mesi dell’anno derubricato a semplice trasformazione dei contratti precari in stabili solo per i generosi contributi concessi dallo Stato alle imprese, ora i dati di aprile che danno i primi segnali di inversione di rotta per il mercato del lavoro ad aprile fanno rialzare la testa a tutti coloro, governo compreso, che addebitano il cambio di passo dell’occupazione alla riforma del lavoro e alla semplificazione dei contratti apportata dal cosiddetto Jobs Act. Dopo due mesi, infatti, l’occupazione è ripartita e calano i disoccupati. LA RIPRESA L’Istat ha registrato nel primo mese che ha visto interamente in azione il Jobs act, 159mila occupati in più, pari allo 0,7%. E al contempo cala la disoccupazione, che scende di 0,2 punti percentuali al 12,4%. Nel complesso, i disoccupati diminuiscono su base mensile dell’1,2% (-40 mila). Nei dodici mesi il numero di disoccupati è diminuito dello 0,5% (-17 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,2 punti. Buone notizie anche dal calo della disoccupazione giovanile scesa al 40,9%, in diminuzione di 1,6 punti percentuali rispetto al mese precedente. Anche il numero di giovani disoccupati mostra un lieve calo su base mensile (-8 mila, pari al -1,3%). Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra nell'ultimo mese un calo dello 0,7% (-104 mila). RENZI TWITTA Il premier, Matteo Renzi, incassa il risultato positivo e affida ai social network il suo commento: «I dati Istat ci dicono che ad aprile, primo mese pieno di Jobs Act, abbiamo 159 mila assunti in più. Sono 261 mila in più rispetto ad aprile 2014. Negli anni della crisi abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro e dunque 159 mila sono ancora pochi. Ma è il segno che il Jobs Act rende più facile assumere. «C’è ancora molto da fare, specie su fisco, Pa e giustizia civile - scrive il premier sulla sua pagina Facebook -. Ma andiamo avanti ancora più decisi, a viso aperto. In politica c’è chi urla e spera che tutto vada male. E c’è chi quotidianamente prova a cambiare le cose, centimetro dopo centimetro, senza arrendersi alle difficoltà. Avanti tutta, è#lavoltabuona?». LO SPONSOR E LA CAUTELA A promuovere la riforma del lavoro è anche l'Ocse secondo la quale il Jobs Act ha il potenziale per «migliorare drasticamente il mercato del lavoro». Cauto dopo le polemiche dei mesi scorsi il ministro Poletti che ha parlato senza enfasi si segnali positivi. Per Padoan, «la riforma del lavoro è solo l’inizio, l’obiettivo deve essere quello del lavoro di qualità». Per il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, infine, l’aumento dell’occupazione ad aprile «sicuramente è un segnale positivo ma ci vuole un po’di prudenza perché tutti questi dati vanno confermati sui periodi più lunghi».
Più posti ad aprile, Renzi rialza la testa
L’Istat: 159 mila nuovi assunti. Il premier esulta: merito del Jobs Act Ma Confindustria e il ministro Poletti frenano l’entusiasmo: aspettiamo
