Se non si preme sull'acceleratore riguardo le riforme e i servizi l'Italia rischia di arenarsi nonostante spirino i venti della ripresa. Dal Pil al debito pubblico. l'Ocse fa il punto. "Dopo una lunga recessione, l'Italia ha cominiciato la sua graduale ripresa". Questa è la prima valutazione, che nel capitolo dedicato all'Italia delle sue previsioni economiche stima la crescita del Pil allo 0,6% nel 2015 e all'1,5% nel 2016. "Le esportazioni continueranno a sostenere la crescita ma la ripresa si estenderà ai consumi privati". Il sistema bancario italiano "è ancora fragile e non in una buona posizione per sostenere pienamente gli investimenti privati", spiega l'Ocse. Secondo l'istituto di Parigi, "gli investimenti potrebbero essere rafforzati migliorando il meccanismo per le insolvenze, rafforzando l'uso di soluzioni debitorie giudiziarie ed extragiudiziarie e creando una societa' di gestione degli attivi che acquisti i crediti inesigibili", in altre parole la bad bank. Accelera, sebbene "lentamente", la crescita nell'area Ocse. Le previsioni. In media, segnala l'Economic outlook dell'organizzazione parigina, il Pil salirà dell'1,9% quest'anno e del 2,5% il prossimo. Il traino principale verrà dagli Stati Uniti, il cui prodotto e' stimato aumentare del 2% nel 2015 e del 2,8% nel 2016. Più contenuto l'andamento dell'economia dell'Eurozona (+1,4% e +2,1% rispettivamente nei due anni) e del Giappone (+0,7% e +1,4%). In ulteriore rallentamento la Cina (+6,8% e +6,7%). L'inflazione, nella media dell'area, è prevista collocarsi allo 0,7% quest'anno per poi risalire all'1,7% il prossimo. Il tasso di disoccupazione scenderà invece al 6,9%% nel 2015 e al 6,6% nel 2016. Nonostante i numeri positivi, l'Ocse avverte che la crescita resta "insoddisfacente". In termini scolastici il voto è B-. "Per spingere l'andamento dell'economia globale", afferma la capo economista, Catherine Mann, "servono più investimenti, in grado di sostenere occupazione e consumi". Le esportazioni italiane, secondo il rapporto economico 2015 dell'Ocse, continueranno a sostenere la crescita, ma la ripresa si estenderà anche ai consumi. La crescita dell'inflazione e dei salari rimarrà «moderata» e la disoccupazione dovrebbe rimanere stabile nel 2015, per poi iniziare a scendere il prossimo anni con il rafforzamento della ripresa e con gli effetti delle riforme del mercato del lavoro. Gli «stagnanti» investimenti privati saranno «bilanciati» dall'aumento della spesa pubblica in infrastrutture. Inoltre, indica l'organizzazione di Parigi, gli investimenti dovrebbero rimbalzare «più del previsto, specialmente se i prezzi degli immobili invertiranno il trend al ribasso e se il settore bancario si rafforzerà». Anche il miglioramento del mercato del lavoro potrebbe far aumentare la fiducia dei risparmiatori più delle previsioni, facendo aumentare la crescita dei consumi. Ma per rafforzare le prospettive di crescita nel medio termine, il governo dovrebbe continuare a portare avanti la sua agenda di riforme, «ambiziosa e completa». Fra gli interventi previsti dal piano dell'esecutivo italiano l'Ocse ricorda quello sull'efficienza della Pubblica Amministrazione e del sistema giudiziario, la riforma della scuola, l'accelerazione dei principali progetti di infrastrutture pubbliche e il miglioramento della competitività in alcuni settori dei servizi. Ma «deve essere fatto i più» per ridurre le differenze fra i generi e incoraggiare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, rafforzando i servizi di assistenza per i bambini e gli anziani. L'Economic Outlook dell' Ocse consiglia infine che le politiche di bilancio puntino a «un consolidamento graduale ma continuo» delle finanze pubbliche, «in modo da non strangolare la ripresa economica in corso», pur «rispettando pienamente le regole di bilancio dell'Unione europea e riducendo l'elevato debito pubblico»
Ocse: "Debito pubblico elevato, bisogna fare di più"
Voto scarso: la crescita resta "insoddisfacente"
