Economia

Nel Lazio al ballottaggio coi «piccoli»

COLLEFERRO Sfida tra Moffa e Sanna Si vince sul tema dei termovalizzatoriNei comuni laziali ha vinto la frammentazione ALBANO Scontro Marini (Pd)-Benedetti (Fi) I grillini: libertà di scelta al secondo turno

COLLEFERRO Tredici giorni per "incolonnare" la schedina elettorale vincente a Colleferro. Il conto alla rovescia è già partito tra i due sfidanti che, domenica 14, si contenderanno la partita di ritorno per la fascia tricolore, partendo però da 1420 voti di differenza, equivalenti a 11,3 punti percentuali. In vantaggio c'è il 27enne Pierluigi Sanna, che ha conquistato 602 voti personali in più dei 4765 raccolti dal Pd e dalle altre 3 liste civiche che lo sostengono. Un bottino di 5367 schede (equivalente al 42,71%) contro i 3947 voti raccolti dall'ex presidente della Provincia di Roma, Silvano Moffa, che ha raggranellato 200 voti in meno (3947, pari al 31,41%) delle sue 8 liste di centrodestra, arrivate a complessive 4147 preferenze. I due sfidanti pensano ora a come attirare i consensi andati agli altri 3 candidati in lizza che si sono fermati al primo turno: i 1965 voti (15,63%) delle 6 liste a sostegno di Emanuele Girolami (Italia dei valori), le 988 preferenze (7,86%) di Aldo Barbona (M5stelle) e le 298 preferenze (2,14%) andate a Santina Camilli della Federazione delle liste civiche. Ma anche a recuperare il voto dei tanti che si sono astenuti domenica scorsa. L’affluenza ha registrato una forte flessione: ben 7 punti percentuali rispetto alla tornata del 2011, con il 72,63% dei 17.958 aventi diritto ai seggi a fronte del 79,59% di 4 anni fa. Allora fu eletto al primo turno Mario Cacciotti con il 57,6% dei voti, sfumati però il 16 dicembre scorso con le dimissioni di 9 consiglieri comunali che hanno portato allo scioglimento anticipato della consiliatura e all’arrivo del commissario prefettizio, Alessandra de Notaristefani di Vastogirardi. Stavolta Cacciotti è stato il più votato, ma in veste di consigliere comunale, nella lista di Forza Italia. Nessuna indicazione di voto è arrivata finora, né notizie di trattative per gli apparentamenti. Ma uno dei temi più caldi di confronto di queste due settimane sarà la questione ambientale. Sanna vuole «completare più rapidamente le attività di messa in sicurezza e bonifica» della Valle del Sacco e Silvano Moffa ricorda che «sono passati oltre 10 anni da quando è iniziato il risanamento, ed altri ancora ce ne vorranno». Sanna vuole la «messa in sicurezza e la chiusura della discarica». E anche per Moffa «la discarica di Colle Fagiolara ha esaurito la sua funzione e va chiusa. Da tempo, per altro, è stata avviata una progressiva diminuzione del conferimento». Però è sui due termovalorizzatori di Lazio Ambiente che le posizioni divergono. Per Sanna occorre uno «studio dei margini d’azione del Comune per l’avvio delle procedure di dismissione, con la certa ricollocazione dei lavoratori degli inceneritori». Per Moffa «i termovalorizzatori, opportunamente condotti non inquinano più di una qualsiasi impresa industriale a ridotto impatto ambientale».     ALBANO Braccio di ferro tra Pd e Fi ad Albano con, in pole position il sindaco uscente di centrosinistra Nicola Marini incalzato da Gino Benedetti di centrodestra. Marini ha chiuso la prima tornata col 36,64% rispetto all’avversario Benedetti che ha registrato il 24,15%. L’ultimo round non sarà una passeggiata anche perché è stata una campagna elettorale all’insegna della disgregazione con ben 9 candidati a sindaco. Benedetti si dice ampiamente soddisfatto dei risultati ottenuti: «Adesso il nostro impegno sarà quello di parlare con tutte le forze del Paese al fine di coinvolgere coloro che hanno cuore il cambiamento di Albano». A favore di Benedetti potrebbero esserci delle sorprese, ad anticiparle è il candidato Simone Carabella che ha preso quasi il 4% di voti e che ha già annunciato che sosterrà Benedetti al ballottaggio: «Marini esce sconfitto – dice - perché un buon amministratore deve vincere al primo turno. Noi abbiamo preso più voti di Sel, Rifondazione Comunista e di Noi con Salvini. Ci saranno presto delle novità». Sobrio il sindaco Marini, parla di un risultato ancor più soddisfacente, «se si considera la frammentazione delle forze in lizza. Eppure, insieme con la mia coalizione – ha detto il sindaco uscente - abbiamo puntato sulla continuità di un lavoro programmato 5 anni fa e portato coraggiosamente avanti. I risultati ottenuti sono la dimostrazione che la competenza e la responsabilità sono le discriminanti di una buona amministrazione. Votare è importante. Nella mia coalizione ci sono moltissimi giovani: il loro entusiasmoè strumento indispensabile per continuare una campagna elettorale che ci ha visto uniti, unico riferimento del centrosinistra. In questo senso, io continuo». Sul dato dell’astensione si sofferma la candidata pentastellata Federica Nobilio che ha incassato il 10,48%, e che commenta con preoccupazione la fuga dalle urne e il dato che il Pd ha fatto terra bruciata e causato la scomparsa dei partiti più piccoli: «Il dato del 66,93% rispetto al 79,4% delle passate amministrative – dice – fa riflettere. Non si può e non si deve arrivare più a una situazione del genere». Nobilio sostiene che il voto disgiunto non è stato capito: «Ci sono stati molti voti ai candidati sindaci, pochi alle liste e quasi niente destinati alle singole preferenze». Per i Cinque Stelle nessun apparentamento: libertà di voto e possibile diserzione delle urne in vista del ballottaggio. Si dice soddisfatto del suo 10,19% il candidato Fdi Marco Silvestroni il cui ruolo sarà importante per portare il centrodestra a una possibile vittoria: «Eemerge con chiarezza che senza Fdi-AN il centrodestra ad Albano non può neanche pensare di vincere».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.