Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan parla di «dato incoraggiante» mentre Renzi dice che «non siamo più il malato d’Europa». A scatenare tanto entusiasmo è l’aumento di un paio di decimali del pil (+0,3%) per il primo trimestre dell’anno. Probabilmente tale soddisfazione deriva dal fatto che sono quattro anni che il pil non registra questo incremento. Una inversione di tendenza che fa sembrare una conquista anche quel +0,1% a livello tendenziale. Per ritrovare un rialzo in termini tendenziali bisogna andare indietro al terzo trimestre del 2011 (+0,4%). Ora la stima per il 2015 si conferma al +0,2%. La conferma del quadro di grande incertezza viene dall’andamento dei consumi che continua ad essere piatto (-0,1% nel primo trimestre). Una lieve inversione di tendenza anche sul fronte dei prezzi. La deflazione sembrerebbe ormai alle spalle. Dopo quattro mesi, secondo le stime preliminari dell'Istat, i prezzi al consumo tornano a crescere a maggio. L'inflazione aumenta dello 0,2% sia rispetto al mese precedente sia nei confronti di maggio 2014 (ad aprile il tasso tendenziale era -0,1%). La ripresa della crescita dei prezzi, spiega l'istituto di statistica, è dovuta principalmente all'ulteriore ridimensionamento della flessione su base annua dei prezzi dei beni energetici non regolamentati e all'accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi. Stabile il cosiddetto carrello della spesa: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, aumentano dello 0,1% su base mensile e registrano una crescita su base annua stabile allo 0,8%. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,3% in termini sia congiunturali sia tendenziali (ad aprile il tasso annuo era nullo). Renzi lancia messaggi di ottimismo. «Stiamo registrando che che la speranza torna a mettere la residenza in Italia». Per il ministro Padoan, il dato sull'inflazione «ci allontana da una zona di possibile rischio di deflazione». E annuncia la decontribuzione anche per il 2016. Unimpresa, l’associazione imprenditoriale, però è molto prudente. «La ripresa è lontana e l'uscita dalla recessione potrebbe aprire le porte a una fase, assai pericolosa, di stagnazione se il prodotto interno lordo non comincia a salire di qualche punto percentuale e non di zero virgola».
Il Pil aumenta solo dello 0,3% Renzi: non siamo il malato Ue
Ma i consumi restano piatti. Stop deflazione, i prezzi +0,2%
