Economia

Difesa e sicurezza pensioni da privilegiati

Polizia, Carabinieri, Finanza: assegni doppi del versato

Età di pensionamento inferiore ai colleghi della pubblica amministrazione (addirittura a 53 anni) e assegno doppio rispetto ai contributi versati. Questi «privilegiati» sono i dipendenti del comparto sicurezza e difesa. Si tratta di Vigili del Fuoco, Corpi di Polizia, Forze Armate, Carriera Prefettizia, Carriera Penitenziaria, Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia penitenziaria, Corpo nazionale dei vigili e Corpo Forestale dello Stato. Il 90% delle pensioni di queste categorie hanno un entità che è doppia rispetto a quella che risulterebbe se fosse applicato il sistema di calcolo contributivo. Il taglio sarebbe del 40-60%. Da un dossier dell’Inps che passa ai raggi X i trattamenti previdenziali del comparto sicurezza e difesa, emerge che la situazione di «privilegio» non riguarda solo l’assegno ma anche l’età di uscita dal lavoro. Quest’anno possono accedere al pensionamento di vecchiaia con limiti di età inferiori rispetto al resto del personale dipendente dello Stato, in relazione alla qualifica o grado. In particolare, per i lavoratori del comparto sicurezza, l’età massima per la permanenza in servizio è ricompresa tra i 61 anni e tre mesi e i 66 anni e tre mesi. Questi lavoratori maturano il diritto alla pensione di anzianità a 57 anni e tre mesi con 35 anni di anzianità contributiva, oppure - a prescindere dall’età anagrafica- con 40 anni e tre mesi di contributi. Gli iscritti che, al 31 dicembre 2011, hanno già raggiunto la massima anzianità contributiva prevista (aliquota massima di pensione pari all’80% della retribuzione pensionabile), possono accedere alla pensione di anzianità all’età di 53 anni e tre mesi. Ci sono poi condizioni particolari che accelerano ulteriormente il pensionamento. Svolgere funzioni di servizio di confine o di volo dà diritto a delle maggiorazioni che consentono di raggiungere l’anzianità lavorativa per l’accesso alla pensione più rapidamente. Possono essere scontati fino a un massimo di 5 anni. L’Inps fa alcuni esempi di queste situazioni di privilegio. Un dirigente della prefettura, andato in pensione a 60 anni nel 2010 titolare di una pensione lorda mensile 2015 di 6.450 euro, percepisce una prestazione di 3.290 euro più alta di quella che avrebbe ottenuto con il ricalcolo contributivo; un ufficiale di Marina andato in pensione a 52 anni nel 2010 vedrebbe il suo assegno pensionistico passare dagli attuali 5.730 euro mensili a 2.750 euro; un sottufficiale andato in pensione all’età di 54 anni nel 2013 con una pensione attuale di 3.030 euro lordi mensili avrebbe un calcolo contributivo pari a 1.520 euro. Le categorie della sicurezza e della difesa hanno maggiorazioni economiche. In aggiunta alla base pensionabile, hanno sei aumenti periodici. Se al momento della cessazione dal servizio il personale percepisce l’indennità di volo e/o di aeronavigazione ha diritto ad una quota di pensione che si aggiunge all’importo del trattamento pensionistico, calcolata sulla base del numero di anni in cui è stata percepita tale indennità. Immediato il commento di Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap. «Non sono dei privilegiati e chi in passato ha avuto la fortuna di andare in pensione con una retribuzione pari all'ultimo stipendio ha semplicemente avuto quanto meritava dopo una vita passata in strada a rischiare la vita».

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