Bene la riforma delle banche Popolari. Ma or a tocca al Credito Cooperativo. Nella relazione di Visco non manca il passaggio relativo alla parte del sistema bancario la cui governance poggia ancora sul voto capitario (una persona, un voto, indipendentemente dal numero di azioni possedute). «Nei mesi scorsi il Parlamento ha riformato il comparto delle banche popolari (...) La forma cooperativa ha limitato il vaglio da parte degli investitori e ha ostacolato la capacità di accedere con tempestività al mercato dei capitali, in alcuni momenti cruciale per far fronte a shock esterni. La riforma faciliterà lo svolgimento efficiente dell’attività di intermediazione creditizia in un mercato reso più competitivo dall’Unione bancaria» ha detto Visco che ha aggiunto che «affinché le banche di credito cooperativo possano continuare a sostenere territori e comunità locali preservando lo spirito mutualistico che le contraddistingue vanno perseguite forme di integrazione basate sull’appartenenza a gruppi bancari. La scarsa diversificazione dei rischi e la difficoltà di irrobustire il patrimonio stanno determinando, in non pochi casi, situazioni di crisi. L’associazione di categoria è impegnata a formulare proposte concrete, che saranno valutate alla luce della loro capacità di rimuovere gli ostacoli alla ricapitalizzazione e di risolvere i problemi di questi intermediari. Il cambiamento non può essere procrastina
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