Economia

Il giudice dà ragione ai taxi L’App di Uber-Pop è illegale

Il Tribunale milanese blocca in Italia i conducenti «occasionali»

La sentenza accoglie, almeno in parte, il ricorso presentato proprio dai taxi, preoccupati dalla concorrenza delle vetture private di Uber che, pur prive di licenza taxi, potevano esercitare un servizio simile. Una visione fatta propria dai giudici di Milano: «La richiesta di trasporto trasmessa dall'utente mediante l'app Uber-Pop – si legge tra le motivazioni - appare di fatto del tutto assimilabile al servizio di radio taxi». Si tratterebbe dunque di un caso di «concorrenza sleale». Nell’ordinanza si legge, infatti, che l’attività svolta da Uber attraverso Uber Pop «interferisce con il servizio taxi organizzato dalle società, svolto dai titolari di licenze», e che la piattaforma costituisce «un vero salto di qualità nell'incrementare e sviluppare il fenomeno dell'abusivismo». Una «questione di stretta attualità», da risolvere urgentemente, visto lo svolgimento di Expo 2015, «occasione di ottimi guadagni che, in assenza di un’inibitoria, andrebbero condivisi con soggetti concorrenti» abusivi. Le auto private UberPop, insomma. Che peraltro i giudici ritengono favoriti, non avendo dovuto sostenere i costi della licenza e gli oneri fiscali e regolatori dei tassisti. Lo stop di ieri non è una novità per Uber. L’ultimo Paese ad aver disposto il blocco è il il Brasile dove il 29 aprile scorso il tribunale ha accolto il ricorso dei tassisti locali. Prima erano stati l'India, la Thailandia, l'Olanda, la Spagna, la Francia e lo stato Usa del Nevada, mentre in Germania l’associazione di categoria taxi di Berlino ha ottenuto una specie di provvedimento cautelare nei confronti dell'applicazione. Ma l’azienda californiana non si dà per vinta: la società ha annunciato che intende impugnare la decisione. «Ora faremo appello per evitare che centinaia di migliaia di cittadini italiani siano privati di una soluzione sicura, affidabile e economica per muoversi nelle loro città», ha dichiarato Zac De Kievit, legale di Uber Europa.

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