Economia

Cambiano i vertici di Anas Armani presidente e ad

Il cda sarà formato da due donne: Alicata (Pd) e Moraci

Dopo una lunga trattativa, rinvii e slittamenti, l’assemblea degli azionisti di Anas ha nominato i vertici aziendali. Al posto del dimissionario Pietro Ciucci, uscito dopo le polemiche sui crolli in Sicilia, arriva l’ingegnere Gianni Vittorio Armani che assumerà la carica di presidente e di amministratore delegato. Al suo fianco avrà un consiglio di amministrazione tutto in chiave rosa composto da due membri: l’ingegnere Cristiana Alicata e l’architetto Francesca Moraci. Armani ha 48 anni, è sposato e ha due figli. Si è laureato in Ingegneria Elettrica all’Università di Roma «La Sapienza» e ha conseguito il master in Business Administration in gestione finanziaria presso la School of Management del MIT di Cambridge, in Massachusetts. Il nuovo presidente e ad arriva da Terna dove è entrato nel 2005, prima come Direttore Operations Italia, successivamente come amministratore delegato di Terna Rete Italia, società del Gruppo che si occupa dell’esercizio, della manutenzione e dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale. In precedenza ha lavorato al Grtn-Gestore della Rete Elettrica Nazionale (2003-2005), e prima ancora in McKinsey & Company (1998-2003) e Telecom Italia (1995-1996). Nel board del cda entra anche Cristiana Alicata, 39 anni, laureata in Ingegneria Meccanica all’Università di Roma «La Sapienza», è responsabile della sede di Napoli della Fca Center Italia Spa dopo aver ricoperto vari incarichi nel gruppo Fiat. Da segnalare la sua storia politica legata al Partito Democratico. Nella sua biografia su internet si legge della sua candidatura nel 2010 per un seggio alla regione Lazio nel collegio di Roma e provincia, prendendo 3200 preferenze. La Alicata spiega è anche impegnata nelle battaglie omossessuali. Nel suo blog spiega di essere «orgogliosamente impegnata, insieme a molti altri, nella battaglie del movimento omosessuale e transessuale per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile per le coppie dello stesso sesso (sono tra i promotori dei sei referendum tematici di Prossima Italia) e affinché il tema dell’omosessualità e della transessualità siano temi affrontati fin dalle scuole elementari. Credo che due omosessuali abbiano le stesse possibilità di essere ottimi genitori e combatterò affinché in Italia si affermi una visione sana e non asfittica di famiglia, come luogo di mezzo e non come luogo finale dello sviluppo sociale della vita. Per questo mi oppongo ad ogni forma di bonus bebè e preferisco uno Stato che usi le risorse per un welfare accessibile a tutti: meno bonus più asili». Infine sempre nel cda entra l’architetto Francesca Moraci, 59 anni, è professore ordinario di urbanistica presso la Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Phd in pianificazione territoriale ed è componente fra l’altro del Comitato di Esperti preposto all’elaborazione del piano strategico nazionale della portualità e della logistica.

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