Economia

Attenti ai soldi messi da Draghi In Borsa rischio bolle speculative

Vegas (Consob): crescita troppo repentina dei valori azionari

Attenzione ai falsi miti della Borsa e alla possibilità di speculare per mettersi in tasca guadagni facili. Il bazooka di Mario Draghi che ha immesso liquidità nel sistema bancario e in parte anche nei portafogli di privati e imprese rischia di avviare, se non controllato attentamente, una nuova, ennesima, bolla speculativa. «La quotazione dei titoli in Borsa ha subito una crescita «repentina» e vi è quindi il rischio che si formino bolle speculative» ha spiegato ieri il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel suo discorso durante l'incontro annuale con il mercato. «L’enorme liquidità affluita sui mercati borsistici ha contribuito a innalzare in maniera repentina il valore dei corsi azionari - ha detto - in particolare, la crescita del rapporto prezzo/utili potrebbe rappresentare un segnale di rischio circa la possibilitàche si formino bolle speculative». Il numero uno dell’autorità di controllo della Borsa ha poi sottolineato come, dopo l'unione bancaria europea, sia necessario creare un mercato finanziario unico. Un processo da accompagnare con l'istituzione di un vero e proprio «Testo unico della finanza europea». Secondo Vegas «un sistema di regole e una vigilanza decisi unitariamente e coordinati a livello europeo costituiscono l'unico strumento in grado di cogliere gli obiettivi della tutela dei risparmiatori e della competitività del mercato. Per accompagnare questo processo occorre prendere le mosse della redazione di un vero e proprio Testo unico della finanza, che codifichi in una singola fonte tutte le norme sui mercati finanziari del Vecchio continente». Poi la proposta di dare vita a un’agenzia europea per le piccole e medie imprese sul sito che ospita oggi l'Expo. L’idea «è di istituire una sorta di centro che valuta le piccole e medie imprese. Siccome queste non hanno la possibilità di avere un rating, ad esempio, ci vorrebbe un istituto pubblico che in qualche modo faccia qualcosa del genere. Se non si sa esattamente il livello di rischio di ogni impresa nessuno ci mette dei soldi e invece la nostra ricchezza sono queste imprese. Abbiamo bisogno che qualcuno si fidi e ci vuole, insomma, un certificato ufficiale». E sono proprio le piccole e medie imprese, secondo Vegas, ad aver bisogno di accedere con maggiore facilità ai mercati dei capitali, i quali a loro volta devono godere di una maggiore liquidità anche con strumenti come i fondi di fondi, a cui potrebbero partecipare i fondi pensione il cui investimento in azioni è pari al 20% circa del totale degli investimenti, a fronte di una media dei Paesi Ocse del 40% e del 50% negli Usa.

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