Economia

Il Pd chiede misure di spesa e lancia il sussidio universale

Mentre il tesoro cerca fondi, il partito preme per interventi costosi

Con un grande tempismo, nel momento in cui il governo è alle prese con il buco che la sentenza della Consulta sulle pensioni ha aperto nei conti pubblici, la minoranza dem lancia una proposta onerosa: un sussidio universale per tutti coloro che perdono il lavoro. La richiesta è un vecchio cavallo di battaglia della minoranza del Pd riproposta quando il premier Renzi parlò del «tesoretto». Ora sarebbe sostenuto anche da tutto il Pd. Il provvedimento andrebbe ad arricchire il menu degli ammortizzatori sociali e ad ampliare il paracadute per coloro che perdono il lavoro, ma che ora, con le risorse striminzite e la possibilità addirittura di una manovra di correzione dei conti, appare del tutto inopportuno. «In Europa il reddito minimo è una realtà così ovvia che è l'Italia ad essere l'eccezione. Dobbiamo solo farlo. Oggi è il tempo giusto» ha detto Enza Bruno Bossio, deputata dem e prima firmataria della proposta di legge ad hoc su questo strumento di welfare, che ieri a Cosenza nella presentazione ha sottolineato che il progetto lanciato da Area Riformista è appoggiato da tutto il Pd. «Nell'italia della disoccupazione galoppante - spiega la parlamentare dem - manca un sussidio universale per tutti coloro che perdono il lavoro, per tutti coloro che hanno perso il diritto all'indennità o non l'hanno mai acquisito, e sono poveri sia come famiglia sia come membri della famiglia stessa». Al Senato è in discussione in commissione Lavoro un insieme di proposte di legge: quella dei M5s, quella di Sel, quella del Pd. Enza Bruno Bossio vede gli spazi di convergenza su «due questioni: la durata del sussidio, che dura tanto quanto la ricerca del lavoro. E la sua condizionalità alla ricerca del lavoro e all'accettazione dei mezzi. Su questi due principi possiamo ritrovarci». Per la deputata i fondi non devono essere un ostacolo. «Si deve costruire un percorso che preveda un investimento aggiuntivo rispetto ai costi attuali di 7 miliardi. Ma i soldi si trovano. Li abbiamo trovati per gli 80 euro, si devono trovare anche per garantire un'esistenza dignitosa». Un investimento che sarebbe giustificato dai numeri della disoccupazione. L’esponente dem ha sottolineato che nel periodo 2008-2015 la crisi in italia e in Europa ha raddoppiato i numeri della povertà. Nel mezzogiorno la situazione è ancora più grave. La disoccupazione è oltre il 22 per cento, con un picco di oltre il 60 per cento tra i giovani. In Italia su 22 milioni di lavoratori, solo 12 milioni hanno un lavoro stabile.

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