Economia

Pensioni, Padoan: "Non ci sarà nessuna manovra"

Il ministro dell'economia dopo la sentenza della Consulta: "Stiamo cercando di capire a quanto ammontino i costi" LEGGI ANCHE Bruxelles: "Risolvete il buco nei conti"

"Ringrazio al senatore Fornero...". Il ministro Pier Carlo Padoan inizia la sua replica in commissione Finanze del Senato che lo sta ascoltando sull'Unione bancaria. Rispondendo alla domanda del senatore Federico Fornaro del Pd, sbaglia vocale. Cita il nome del ministro del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero, autrice della norma sulle pensioni bocciata qualche giorno fa dalla Consulta. Resosi conto del lapsus, Padoan sorride, chiede scusa e aggiunge: "Potete capire dovo ho la testa...". Che fare del buco pensioni. "Quando avremo fatto i conti faremo tutte le valutazioni. Non mi sembra che ci sia una manovra all'orizzonte". Padoan, risponde alle domande dei giornalisti che chiedevano se fosse necessaria una manovra dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Il ministero dell'Economia sta cercando una soluzione che "sia rispettosa della sentenza, ma che minimizzi i costi per la finanza pubblica". "Le sentenze si applicano - dicePadoan - ma la sentenza della Consulta richiede una valutazione dettagliata sia sotto il profilo giuridico che sugli impatti finanziari. Non stiamo facendo altro al ministero che cercare di capire cosa vuol dire quella sentenza in termini di impatto, anche per evitare equivoci". "Posso garantire che stiamo lavorande in tutte le direzioni per assumere una decisione confome alle leggi e rispettosa della decisione dei giudici, ma che minimizzi i costi per la finanza pubblica, gli effetti sui conti ci sono e intervengono in un momento in cui i conti pubblici stanno migliorando e ci auguriamo che continuino a farlo". Il nodo bad bank. Nel corso dell'audizione, il ministro spiega: "Fare presto sulla bad bank? Assolutamente sì. C'è il consenso dei commissari ma purtroppo non c'è quello tecnico". "Il principio che ci ha guidato è fare tutto quello che si può fare a casa senza chiedere il permesso a Bruxelles e, se dobbiamo interagire con loro, evitare di avere problemi dopo". Cioè, sulla bad bank, fare delle decisioni concordate con la Dg competition. Non solo con il commissario alla Competizione, ma anche con quello ai Mercati finanziari e con il vice presidente della Commissione Dombrovskis". Dal punto di vista dei commissari "ho avuto molte risposte positive- sottolinea Padoan- si comprende bene che un paese come l'Italia, sul credito, ha bisogno di dare una accelerata per accelerare la crescita e questo è nell'interesse di tutti, non solo degli italiani. Purtroppo, tanto per essere espliciti, di fronte a un atteggiamento politico molto positivo l'atteggiamento tecnico dei servizi della Commissione è assolutamente negativo. Siccome i servizi tecnici fanno da consulenti ai decisori politici noi ci stiamo giocando questa partita fino in fondo. Infatti- conclude- anche oggi i dirigenti del Tesoro sono a Bruxelles, di nuovo, per parlare".

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