Anche il mondo delle assicurazioni si adegua alla velocità e alla condivisione tipica degli strumenti social. L’attestato di rischio che individua la classe di rischio di un cliente potrà infatti arrivare anche via Facebook o Whatsapp in formato telematico. La novità scatterà da giugno sui contratti di assicurazione in scadenza dal 1° luglio e prevede che l’attestazione sullo stato del rischio venga consegnato all’assicurato per via telematica almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto al posto di quello cartaceo attualmente inviato a casa per posta. Le imprese assicurative saranno obbligate a mettere a disposizione l’attestato sul sito web ma potranno anche scegliere modalità telematiche alternative, attivabili su richiesta del contraente, come posta elettronica, app per smarthphone o tablet e perfino Facebook o Twitter. Si potrà comunque richiedere copia cartacea dell’attestato ma non la consegna a domicilio. «La novità fondamentale - ha spiegato Antonio De Pascalis, capo del servizio studi dell’Ivass - è che abbiamo invertito l’onere della prova. Prima in caso di mancata consegna dell’attestato di rischio il contraente poteva rischiare la massima penalizzazione in classe di merito, oggi se in banca dati non è presente la sua situazione assicurativa le imprese devono accettare una dichiarazione sostitutiva e sta a loro fare i controlli». Intanto dal 18 aprile è scattata un’altra novità: l’aggiornamento della banca dati delle coperture assicurative che verranno comunicate in tempo reale all’archivio della motorizzazione. E dal 18 ottobre scomparirà anche il tagliando dal parabrezza e tutti i sistemi elettronici (ztl, autovelox, tutor) saranno in grado di leggere tutte le targhe. Infine potrebbe arrivare un rimborso per chi ha stipulato una polizza assicurativa gratis per una nuova auto e si è ritrovato a non poter beneficiare della legge Bersani che permette di ereditare la classe di merito di un familiare con la stessa residenza. È la proposta che l’Ivass ha avanzato al tavolo con le imprese assicuratrici. Sono in tutto 13mila le persone che nel 2014 hanno stipulato una di queste polizze per un valore di 6 milioni di euro di premi assicurativi. Secondo l'Ivass, su 60 imprese solo 6 hanno stipulato accordi per un’offerta al pubblico di polizze Rc auto gratuite e di queste tre imprese lo hanno fatto con formula bonus malus e quindi regolare attestato di rischio e altre con formula tariffaria a franchigia e tramite assicurazione a libro matricola. «Se qualcuno è incappato in qusta situazione ha diritto alla correzione del malus e ad avere il rimborso», ha affermato Elenza Bellizzi, capo del servizio tutela del consumatore Ivass. Ora la proposta dell’Ivass dovrà essere valutata dall’Ania che disponibile a un confronto.
Rc auto, l’attestato di rischio ora è su Facebook
Documenti inviati in formato elettronico su tutti i dispositivi. E dal 18 ottobre scompare il tagliando in carta
