Economia

A Riga i ministri Ue «strigliano» Varoufakis

Il tempo per risolvere la crisi greca è sempre meno. E i nervi stanno per saltare non solo ai greci spremuti da un’austerity che li ha impoveriti ma anche ai politici che stanno tentando di evitare...

Il tempo per risolvere la crisi greca è sempre meno. E i nervi stanno per saltare non solo ai greci spremuti da un’austerity che li ha impoveriti ma anche ai politici che stanno tentando di evitare il default di Atene. Un evento che provocherebbe non pochi scossoni all’euro e alla struttura bancaria europea. Così ieri è stata sicuramente una brutta mattinata a Riga per il ministro delle Finanze greco Jannis Varoufakis. Secondo fonti che hanno assistito alla riunione i toni contro il ministro del governo Tsipras sono stati davvero molto aspri. Tutti i ministri che sono intervenuti gli hanno attribuito la responsabilità di essere ancora in alto mare con le discussioni avviate due mesi fa con l'accordo sulla proroga di 4 mesi del secondo programma di aiuti finanziari internazionali, di cui deve essere ancora erogata un'ultima tranche da 7,2 miliardi. «Il tempo perso non si recupera più», ha detto ad esempio il ministro francese Michel Sapin, sottolineando l’urgenza di entrare finalmente nei dettagli vista l’attuale mancanza di proposte concrete e dettagliate, nonostante i due mesi abbondanti trascorsi dalla dichiarazione dell’Eurogruppo che prorogava il programma di assistenza finanziaria fino alla fine di giugno. Anche il ministro Pier Carlo Padoan ha sollecitato un cambio di passo, condividendo la frustrazione delle istituzioni (Ue, Bce, Fmi) che non sono state in grado di indicare con esattezza la posizione finanziaria delle casse pubbliche di Atene. Un duro attacco sulla mancanza di liquidità riguardo alle pensioni è venuto dal ministro slovacco: «Non possiamo certo pagare noi per le vostre pensioni quando nessuno lo ha fatto quando noi stessi eravamo in difficoltà». In molti hanno usato l'aggettivo «dogmatico» per definire il collega. Varoufakis si è limitato a rispondere che sul tema delle pensioni non si possono non considerare gli sforzi fatti in precedenza.

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