Le informazioni, sfornate dallo Istituto di Statistica e dall'Inps, non paiono esaltanti riguardo la ripresa e la riduzione della disoccupazione. I tassi di interesse restano inchiodati vicino allo zero, il differenziale tra i ns BTP e i Bund tedeschi si assottiglia. Il dollaro si apprezza sull'euro che, di fatto svalutato, dovrebbe favorire le esportazioni delle nostre merci. C'è schizofrenia e contraddittorietà. Senza affermare che siamo fuori dalla crisi, va rilevato il sentiment ottimistico da parte di imprese e famiglie. Domani sarà meglio di oggi. Questo sentiment, ancora labilmente sottile, può essere la prima piccola scossa per ricreare fiducia. Perché - dobbiamo ripeterlo fino alla noia - la fiducia rappresenta le fondamenta dell'economia. Fiducia che induce gli imprenditori ad investire, per competere, per aumentare il giro d'affari e per creare lavoro. Fiducia che serve alle famiglie per guardare il futuro con maggiore serenità e utilizzare il gruzzolo, non solo per risparmiare, ma anche per spendere e consumare. Il nostro non è un manifesto dell'ottimismo. Cadremmo nel ridicolo. Costituisce una prima considerazione: che l'Italia, grazie anche alla prossima apertura dell'Expo, può tornare a vedere l'orizzonte con maggiore tranquillità. Certamente la cattiva rappresentazione che ci forniscono gli scandali e le lacerazioni del tessuto dei partiti che, nel bene e nel male, hanno comunque assicurato una decente (non di più!) vita democratica, costituiscono la linea Maginot che blocca la voglia di intraprendere. Troppi e tanti sono i lacci e i lacciuoli che una burocrazia di casta mette ai polsi e alle caviglie. Tutti debbono guardare al futuro. Che va difeso con coraggio e non con la paura che lo annulla. In giro, purtroppo, ci sono molte variabili negative. Pericolose. Comunque il mondo si evolve nel bene e nel male. Molte incertezze, ma anche opportunità per i giovani ora non più chiusi da confini invalicabili. La gente, silenziosamente stufa, si aspetta fatti concreti. Le parole scritte sulle foglie spazzate dal vento hanno fatto il loro tempo. L'Italia è migliore di come viene dipinta. Non merita avere una classe dirigente mascherata da anonymous.
La fiducia è il primo mattone per far ripartire l’economia
di Riccardo Riccardi Le informazioni, sfornate dallo Istituto di Statistica e dall'Inps, non paiono esaltanti riguardo la ripresa e la riduzione della disoccupazione. I tassi di interesse restano...
