Economia

E alla Indesit «americana» rischiano il posto in 1350

La statunitense Whirlpool dopo aver acquistato la italiana Indesit ha annunciato ieri 1.350 esuberi e la chiusura degli stabilimenti di Caserta, Albacina e None. Una dichiarazione che ha scatenato l’...

La statunitense Whirlpool dopo aver acquistato la italiana Indesit ha annunciato ieri 1.350 esuberi e la chiusura degli stabilimenti di Caserta, Albacina e None. Una dichiarazione che ha scatenato l’ira di governo e sindacati. L’ex società della famiglia Merloni era stata acquistata dal colosso Usa alla fine dello scorso anno, e ora i nuovi manager hanno presentato il nuovo piano industriale che ha considerato però carta straccia le intese prese con la vecchia proprietà. Dei 1.350 esuberi annunciati 1.200 sono nelle fabbriche e 150 nei centri ricerca e, materialmente, è prevista la chiusura dello stabilimento di Caserta (in cui lavorano più di ottocento persone), la cessazione di uno dei due stabilimenti di Fabriano (Ancona), precisamente quello di Albacina i cui seicento lavoratori secondo il progetto aziendale dovrebbero essere trasferiti nella vicina fabbrica di Melano, e la dismissione del sito di None (Torino) dove attualmente ci sono novanta addetti fra il magazzino e il centro ricerche. Alle critiche dei sindacati, Whirlpool ha fatto presente di essere sempre «disponibile a un dialogo aperto e trasparente» e che comunque nel piano sono previsti 400 milioni di investimenti. Non solo. L’azienda è disponibile a considerare soluzioni che evitino procedure di mobilità unilaterali fino alla fine del 2018. Anche se l'impianto Whirlpool di Albacina sarà chiuso, i lavoratori e il prodotto saranno trasferiti a Melano, a 8 chilometri di distanza, ha poi precisato l'ad di Whirlpool Davide Castiglioni incontrando i giornalisti. Secondo Castiglioni «la scelta più dolorosa» del piano Whirlpool-Indesit riguarda la chiusura di Carinaro, mentre la chiusura di Albacina non «avrà effetti». Da parte del Governo, il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha riferito che il Governo «ha subito chiesto e ottenuto l'impegno dell'azienda a rispettare quanto stabilito nell'accordo del 2013 sull'acquisizione della Indesit». Intanto, nuovo round tra l'azienda e i sindacati per lunedì' prossimo: il confronto si preannuncia duro, mentre in settimana sono previsti presidi e agitazioni tra i dipendenti della multinazionale. La Fim Cisl non esclude «scioperi» nei prossimi giorni. «In Campania la multinazionale non intende rispettare gli accordi presi dalla vecchia Indesit. E questo dal punto di vista morale è inaccettabile» ha spiegato a Il Tempo l’assessore al lavoro della regione Campania, Severino Nappi. Secondo il quale però le responsabilità vanno divise «perché un Stato che fa la politica industriale avrebbe dovuto capire in anticipo il rischio per lo stabilimento di Caserta visto che Whirlpool ha una sede a Napoli che produce prodotti simili. Lo Stato deve vigilare di più» ha concluso Nappi.

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