"Si torna all'ordinario, alle regole semplici, europee. E faremo tutto ascoltando prima i cittadini e informandoli passo passo". Lo afferma il neo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, in un'intervista al quotidiano "La Repubblica" in edicola oggi. Alla domanda sulle grandi opere, ridotte da 51 a 25, Delrio risponde così: "È un'indicazione di marcia: diciamo al paese e all'Europa quali sono le opere che riteniamo strategiche e quando saranno completate. Ma attenzione, anche quell'elenco non va mitizzato. Perchè fino a ieri stare o non stare nella tabella della legge obiettivo significava poter avere i soldi o vedere i cantieri fermi. Un approccio del tutto sbagliato. Noi con il nostro piano triennale vogliamo portare avanti tutte le opere. Le uniche Grandi opere sono quelle utili, che possono essere anche riparare una scuola o mettere in sicurezza il costone di una montagna". Secondo il ministro "focalizzarsi sulle grandi opere ci ha portato in 14 anni di legge Obiettivo a stanziare 285 miliardi per vederne impiegati soltanto 23, appena l'8 per cento. La montagna ha partorito il topolino e ha anche generato meccanismi opachi come quello del General contractor". E aggiunge: "Renzi, quando ha deciso che questa cosa dovessi prenderla in mano io, mi ha detto che la nostra priorità deve essere la crescita. Un obiettivo che passa anche dalla capacità di mandare avanti i cantieri. Ma il tema vero è uscire dalla logica delle emergenze, delle procedure straordinarie, e rientrare nella normalità. Ecco, la nostra sarà una rivoluzione delle normalità: procedure europee, regole semplici sugli appalti, programmazione, coinvolgimento dei territori". Quanto alla struttura di missione, "per il momento è sospesa. Stiamo valutando se prorogare i contratti - prosegue Delrio -. Può essere utile per spingere di più, come coordinamento. Ma la nostra strada è un'altra, con noi finisce l'era delle grandi opere e si torna a una concezione moderna. Dove le opere sono anche la lotta al dissesto idrogeologico, la mobilità urbana, le scuole". Sul tema della lotta alla corruzione, "ne ho parlato con Raffaele Cantone - spiega il ministro - e siamo d'accordo che bisogna anzitutto lavorare nell'ordinarietà e nella semplicità. Perchè i meccanismi corruttivi sono più semplici con procedure d'emergenza, commissari, regolette e codicilli, varianti in corso d'opera". E "valuteremo se su alcune questioni - come ad esempio i General contractor che scelgono i direttori dei lavori o le varianti d'opera che fanno sfondare i costi su fino al 40% - non sia opportuno anticipare la nostra rivoluzione in un decreto legge".
Delrio: "Basta emergenze e Grandi opere"
Il neo ministro delle Infrastrutture: "Il tema vero è uscire dalla logica delle procedure straordinarie e rientrare nella normalità". LEGGI ANCHE: Il governo taglia la Roma-Latina
