Lo sciopero di 8 ore dei dipendenti di Ntv, l’azienda ferroviaria di Luca di Montezemolo e Diego Della Valle, ha raggiunto percentuali di adesione molto elevate. Secondo le sigle sindacali si è fermato circa il 75% della forza lavoro con punte del 100% nel personale operativo. I sindacati hanno gioito e aspettano ora proposte più accomodanti sul piano di ristrutturazione lacrime e sangue da parte dei vertici. Le sigle sindacali si attendono ora un cambio di atteggiamento da parte del management la cui intransigenza ha portato, appunto, alla protesta e al blocco dei treni. Le stesse, però, sono già pronte a mettere in campo un’altra giornata di stop lavorativo la prima domenica di maggio. A confermarlo a Il Tempo è stato ieri il segretario generale della Fast-Confsal, Pietro Serbassi: «Le adesioni allo sciopero sono state molto elevate con punte fino al 90%. Ora ci attendiamo che l’azienda venga a più miti consigli, ma se le posizioni restassero distanti stiamo già valutando, con le altre sigle sindacali, una nuova giornata di protesta la prima domenica di maggio». Non sono mancate le polemiche in particolare sulle precettazioni per il personale di macchina che pur dovendo adempiere all’obbligo di assicurare il servizio minimo, in gran parte ha rilasciato dichiarazioni all’azienda con le quali aderiva alla protesta. Non solo. Secondo Ezio Favetta segretario confederale dell’Ugl ci sarebbe stata un’interpretazione distorta da parte della commissione di garanzia per gli scioperi che ha imposto a Italo di garantire comunque il servizio minimo quando «la mobilità dei cittadini era comunque assicurata dalla società Trenitalia che svolgeva regolare servizio coprendo il reticolo produttivo di Ntv in maniera più che adeguata». Intanto ieri in serata la Nuovo Trasporto Viaggiatori ha informato che «dalle 18 è ripresa la normale circolazione dei treni Italo. Durante lo sciopero sono stati svolti 18 servizi, pari al 50% del totale, così come disposto dalla commissione di Garanzia. I disagi dei viaggiatori sono stati minimi anche grazie al contributo del personale di assistenza». Ora si apre la partita più delicata e cioè le ricerca del compromesso per attenuare l’impatto del piano di ristrutturazione che prevede 246 esuberi e la riduzione dell’arco temporale di applicazione del contratto di solidarietà che l’azienda vuole tenere in vigore per 5 anni. Un tempo troppo lungo secondo i lavoratori.
Italo resta fermo in stazione Sciopera il 75% del personale
Serbassi (Confsal): senza passi indietro, altro stop a maggio
