Economia

Una perdita di valore di 2.000 miliardi

di Giorgio Spaziani Testa* I dati diffusi ieri dall’ISTAT, che parlano di un ennesimo calo del prezzo delle abitazioni compravendute, non sorprendono. Si tratta solo dell'ultimo degli indicatori...

I dati diffusi ieri dall’ISTAT, che parlano di un ennesimo calo del prezzo delle abitazioni compravendute, non sorprendono. Si tratta solo dell'ultimo degli indicatori negativi che caratterizzano il mercato immobiliare da quando, nel 2012, è stata introdotta l'IMU. Ciò che semmai va messo in evidenza è che i numeri rilevati dall'istituto di statistica sono persino «generosi» al ribasso. Essendo riferiti agli atti di compravendita, infatti, essi non tengono per definizione conto della perdita di valore - stimata, nel complesso, in duemila miliardi di euro - che hanno subìto sia gli immobili che non riescono ad essere venduti a causa del blocco che il mercato continua a soffrire, sia gli immobili abitati dai proprietari o dati in affitto. Questi ultimi, oltretutto, inesorabilmente destinati ad essere sottratti alla locazione, con il conseguente aprirsi di situazioni di grave disagio abitativo, in un Paese in cui la funzione sociale dell'affitto è stata tradizionalmente svolta dalla proprietà diffusa, quella delle migliaia di persone fisiche che hanno investito i propri risparmi in un immobile. È allora sempre più urgente interrompere questo stillicidio di notizie negative per il comparto immobiliare e per l’intera economia. Per farlo, l’unica strada è quella di un'inversione di tendenza nella tassazione degli immobili, che a livello comunale si è quasi triplicata rispetto al 2011, passando dai nove miliardi di euro dell'ICI ai 25 miliardi di IMU e TASI. Un aggravio di tassazione di questa portata non potrebbe essere sopportato da nessun settore dell'economia. Se poi a subirlo è il comparto immobiliare, i danni che si producono aumentano in modo esponenziale per via dell'effetto moltiplicatore che ha ogni intervento su un settore al quale sono collegate, direttamente o indirettamente, centinaia di attività economiche. È essenziale ed urgente un gesto di buona volontà - nel segno dell'equitá - che venga incontro a coloro che hanno pagato il prezzo più alto delle manovre finanziarie degli ultimi anni. Solo in questo modo può sperarsi di restituire fiducia, e quindi possibile sviluppo, ad un settore ormai stremato, dalla crisi e dalle tasse.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.