Economia

Grecia a secco Aiuti per 5 miliardi

Senza liquidità entro il 20 aprile Lunedì Eurogruppo d’emergenza

La Grecia è ha un passo dal fallimento. Il governo di Atene resterà finanziariamente a secco entro il 20 aprile senza un nuovo intervento dei suoi creditori e in primo luogo di Bruxelles. L’indiscrezione che circola in ambienti finanziari dice anche che fino a quella data Atene può cavarsela usando i prestiti a breve delle aziende pubbliche. Poi si aprirebbe il baratro. E proprio per evitare che la situazione precipiti è stata convocata per lunedì una riunione d’emergenza dell’Eurogruppo per sbloccare cinque miliardi. La decisione è stata presa nel corso dell’incontro a Berlino tra il premier greco Tsipras e il Cancelliere Angela Merkel. Il pacchetto di aiuti immediati comprende 1,9 miliardi dal vecchio programma di acquisto di titoli pubblici da parte della Bce mentre altri 1,2 miliardi arriveranno dall'Esm, il meccanismo di stabilizzazione varato a livello Ue. Questi 3,1 miliardi potrebbero aiutare la Grecia a coprire il proprio fabbisogno ad aprile senza attuare le misure del precedente programma. Ulteriori 1,8 miliardi arriveranno dall’Efsf (il Fondo europeo di stabilità finanziaria), attingendo dalla tranche finale dal vecchio programma. Condizione necessaria per far scattare questi aiuti è un accordo sulle riforme e il completamento della revisione, che non si avrà prima della fine di aprile. Conclusa la fase di emergenza la commissione aspetta la lista completa delle riforme. Un elenco in cui pare ci saranno, fra l'altro, una riforma delle pensioni con l'innalzamento a 67 anni e nuove imposte. Tsipras, al termine dell’incontro a Berlino ha ribadito che il piano di rientro del debito attuato negli ultimi cinque anni, ha «avuto effetti terribili» con «enormi ripercussioni a livello sociale». Atene «vuole rispettare i trattati», ma servono delle correzioni. Tsipras ritiene necessario «un nuovo mix politico», sottolineando comunque che «le riforme strutturali saranno necessarie». Il premier greco ha poi cercato di ristabilire un clima più disteso dopo lo scontro tra il suo ministro delle Finanze Varoufakis e il duro Schaeuble. «Dobbiamo capirci meglio», ha detto. «Meglio parlare fra di noi che parlare su di noi». Fino all’accorata difesa della Merkel. «La satira in stile nazi è ingiusta nei suoi confronti e verso il popolo tedesco. Non bisogna scherzare con la storia». Il Cancelliere non si è sbilanciata sulla soluzione dei problemi di liquidità ateniesi, sottolineando che non spetta a lei rispondere su questo tema. «Noi vogliamo che la Grecia sia forte economicamente - è stata l'unica dichiarazione - che cresca e che esca fuori dall'alta disoccupazione. In particolare dal problema della disoccupazione giovanile».

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