Nel cda di Acea dovrebbe entrare, sempre che l’assemblea dei soci ritenga valido la proposta dell’ultimo consiglio, Roberta Neri. Un colpaccio per la multiutility romana che ha da poco iniziato un’importante fase di rilancio con l’ad Alberto Irace e la presidente Catia Tommasetti. La Neri, infatti, è una vecchia conoscenza di Piazzale Ostiense essendo uscita dall’azienda con il cambio, al comando della società, dell’ex Andrea Mangoni. Una professionalità elevata che ha assunto in Acea responsabilità crescenti nel corso degli anni. Ha infatti partecipato al suo processo di quotazione in Borsa e preso parte alla definizione delle strategie di crescita e consolidamento del business dell’energia e idrico. Una carriera coronata con la nomina a direttore della finanza della holding nel 2003 (e alla presenza come consigliere in alcune delle principali società del gruppo) e bruscamente interrotta nel 2009 quando l’arrivo della giunta Alemanno modificò l’assetto societario e spinse Mangoni e la sua squadra a farsi da parte. L’uscita fu certamente ben pagata: alla Neri toccò un bonus superiore al milione di euro secondo il Sole 24 Ore dell’epoca. Un’uscita costosa e che, in nome della politica, privò l’azienda di una manager di livello. Così ora il sindaco Marino, che continua a restare azionista di maggioranza della società, consapevole della complessità delle sfide che Acea si trova di fronte, ha ceduto sulla linea della spending review (tenacemente richiesta all’assemblea dello scorso anno con la riduzione dei posti in cda da 9 a 7) e chiesto un riallargamento delle poltrone in consiglio. Dunque dopo il via libera dell’assemblea, già fissata il 23 aprile, la Neri siederà nel cda insieme a Massimiliano Capece Minutolo. A quel punto dovrà però cedere le sue quote sociali nella Manesa srl, la società fondata con l’ex ad Mangoni e con Massimiliano Salvi (anche lui uscito da Acea nel 2009 ed ex direttore della distribuzione elettrica). Un società di consulenza per investitori che intendono operare nel settore energetico. Un settore dunque troppo contiguo al nuovo incarico per non palesare un potenziale conflitto di interessi. Nel 2010, infatti, la Manesa ha creato un fondo chiuso specializzato nelle energia rinnovabili, denominato «Copernico», che ha impiegato parte dei 65 milioni raccolti per parchi fotovoltaici in Puglia e in Sicilia. Un’attività remunerativa per i soci di Manesa. Nell’ultimo bilancio depositato, quello del 2013, l’utile è stato di 396.392 euro, in aumento rispetto ai 274.892 del 2012. Un avanzo spinto dai proventi della partecipazioni tra le quali proprio le quote del fondo Copernico. Sistemata la posizione con la Manesa, l’arrivo della Neri nel cda di Acea porterà una vigilanza approfondita sui flussi finanziari dell’azienda. La sua dimestichezza con i numeri aziendali sarà così di supporto anche all’attuale cfo di Acea, Franco Balsamo, arrivato nel 2013 da Edison.
Acea rafforza il suo cda In arrivo la ex manager Neri
Direttore finanziario fino al 2009 rientrerà nella multiutility
