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Nel cda «allargato» da Marino proposti Neri e Capece Minutolo

Il cda della multiutility romana si allarga. Non più cinque consiglieri più due come imposto dal sindaco Ignazio Marino nella rovente assemblea dello scorso anno, in omaggio alla spending review e al bisogno di sobrietà dopo la gestione del Campidoglio da parte dell’ex sindaco Alemanno, ma sette più due. Dopo un anno si torna indietro. C’è bisogno di più spazio per tutti. Per gli azionisti privati come Caltagirone e i francesi di Gdf- Suez e per lo stesso primo cittadino che può contare su una poltrona in più nel consiglio della società più importante in termini di fatturato e occupazione della Capitale. Ieri nel cda convocato per decidere lo spostamento di alcune date finanziarie è passata la linea di approvare la modifica che aggiunge due posti nel consiglio. I candidati in ballo erano tre, le poltrone due. Così dovrebbero avere avuto l’investitura la ex-dirigente dall'Acea, Roberta Neri, che nell’azienda romana aveva dal 2004 al 2009 ricoperto la carica di chief financial officer. Mentre in quota Caltagirone la dovrebbe averla spuntata Massimiliano Capece Minutolo responsabile della Sgr legata alle costruzioni dell’immobiliarista-finanziere romano. Niente da fare a quel punto per il marito dell’ex ministro del governo Monti, Paola Severino (avvocato di Caltagirone) Paolo Di Benedetto che aveva già ricoperto negli anni scorsi il ruolo di consigliere del cda. Per ora i due scelti dal cda sono solo proposti all’assemblea dei soci ma è chiaro che non dovrebbero avere ostacoli visto che chi li ha nominati ha anche i voti necessari per nominarli.

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