Economia

Bce, Draghi: "L'Europa torna a crescere"

L'inflazione migliorerà entro fine anno, ma "il successo del Qe non distolga i governi dalla strada delle riforme"

L'Europa tornerà a crescere. Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, parla davanti al Parlamento Ue e facendo il punto sullo stato dell'Unione rivendica il successo dell'operazione di acquisto di titoli sovrani sul mercato secondario: con il lancio di un quantitative easing da 60 miliardi di euro al mese, Francoforte sta inondando di liquidità i mercati con l'obiettivo di sostenere la ripresa attraverso uno stimolo alla domanda. L'inflazione nell'Eurozona rimarrà "molto bassa o negativa nei prossimi mesi", ma comincerà gradualmente a risalire verso la fine dell'anno. Per il 2015, secondo le previsioni della Bce citate da Draghi, la media sarà pari allo 0%, ma salirà all'1,5% nel 2016 e all'1,8% nel 2017. L'effetto del quantitative easing della Bce sta cominciando a trasmettersi in modo costante lungo tutto la catena finanziaria favorendo i prestiti al settore privato. Draghi ha sottolineato che i costi inferiori per le banche si stanno trasferendo alle famiglie e alle imprese. Questo processo dovrebbe sostenere i prestiti e gli investimenti perché va di pari passo con una ripresa della domanda di credito. Sulla Grecia. A Draghi risulta che ci siano colloqui in corso. "Sono fiducioso che questi colloqui, grazie alla buona volontà delle parti, possano portare a un esito positivo". Per Draghi occorre ripristinare il dialogo per arrivare a una prospettiva credibile di un esito di successo del programma di revisione. Il banchiere centrale ha evidenziato che tra le misure in discussione su alcune c'è un accordo e su altre no, e "dobbiamo capire come quest'ultime vadano sostituite". "La Grecia - ha detto - deve impegnarsi a onorare i suoi impegni di debito anche con le politiche del futuro, per ottenere la revisione del programma". Come ha spiegato durante la sua audizione all'Europarlamento, la Bce "è pronta a reintrodurre la deroga" per i titoli greci, che non possono essere utilizzati come "garanzia collaterale" in quanto non rispettano i criteri richiesti, una volta che si sia arrivati alla revisione del programma di aiuti. Sulla crescita. La crescita europea sta "prendendo slancio" e "la base per la ripresa economica nell'Eurozona si è chiaramente rafforzata". La Bce ha dovuto rivedere a rialzo le previsioni per il 2015 e 2016 rispetto alle precedenti proiezioni di dicembre, rispettivamente a 0,5% e 0,4%. "Questo è dovuto in particolare al calo dei prezzi del petrolio, al graduale consolidamento della domanda esterna, al miglioramento delle condizioni di finanziamento grazie alla nostra politica monetaria accomodante e al deprezzamenteo dell'euro". "I governi non dimentichino la strada delle riforme". Secondo Draghi i risultati positivi del Qe della Bce non dovrebbero distrarre gli altri soggetti a contribuire a rimettere l'economia in carreggiata. "Le politiche di bilancio - ha continuato - devono sostenere la crescita economica, garantendo nel contempo la sostenibilità del debito. L'attuazione piena e coerente del Patto di stabilità e crescita è fondamentale per la fiducia nel nostro quadro di bilancio. Inoltre le riforme strutturali dovrebbero essere attuate tempestivamente e con determinazione".

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