Economia

Ci vendiamo anche le gomme. Pirelli finisce in mano ai cinesi

La holding Camfin cede le quote a una società partecipata da Pechino

Al supermarket Italia e cioè alla lista della grande svendita dei gioielli del made in Italy si sta per aggiungere la Pirelli, marchio che evoca dinastie imprenditoriali di un’epoca nella quale si pensava solo a crescere e creare ricchezza. Ma tant’è. Dopo giorni di indiscrezioni giornalistiche, è ormai certezza il cambio della guardia per le gomme Pirelli con l’arrivo al comando dell'azienda guidata da Marco Tronchetti Provera del colosso China National Chemical Corporation. Un conglomerato da 244 miliardi di yuan di fatturato (circa 36 miliardi di euro), al diciannovesimo posto tra le big mondiali della Cina, al 355esimo nella classifica di Fortune ma soprattutto società a controllo statale, nata nel 2004, e amministrata dalla Sasac, il braccio del governo di Pechino cui fanno capo buona parte delle industrie di Stato cinesi. Ieri in serata il cda della Camfin, la scatola societaria che detiene il 26,2% della Pirelli, si è riunito per finalizzare l’operazione sulla società con l’arrivo di un partner internazionale in grado di «garantire stabilità, autonomia e continuità nel percorso di crescita nel tempo del Gruppo Pirelli che manterrebbe il quartier generale in Italia». L’operazione comporta il trasferimento dell'intera partecipazione detenuta da Camfin a un prezzo di euro 15 per azione a una società italiana di nuova costituzione, controllata dai cinesi con un contestuale reinvestimento di Camfin nella stessa società». La soglia di 15 euro è proprio quella che il titolo ha superato ieri per attestarsi a 15,23 euro e che significa otre 7,2 miliardi di capitalizzazione di mercato. Oggi la Camfin è posseduta da un fondo riconducibile al colosso dell’energia russo Rosneft e a una cordata di italiani che a fianco di Tronchetti Provera vede Sigieri Diaz, i Rovati, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Il progetto prevede dunque che una newco italiana prenda il 26,2% di Pirelli ora nelle mani di Camfin. Questa nuova società dovrebbe essere partecipata dai cinesi e dagli attuali soci di Camfin. Una volta perfezionato il trasferimento, è previsto il lancio di un'offerta pubblica di acquisto sulle azioni di Pirelli, per portare via la Bicocca da Piazza Affari. Nel futuro si prevede anche la cessione degli pneumatici per autocarri per concentrare la società nelle gomme per auto di alta gamma.

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