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Grecia, Merkel: "Se l'euro fallisce, fallisce l'Europa""

La cancelliera tedesca fa sapere che nessuno deve aspettarsi una soluzione dei problemi con la Grecia al vertice di lunedì. Renzi al vertice Ue: "Rotto incantesimo in Italia e Europa"

Grecia, Merkel: "Se l'euro fallisce, fallisce l'Europa""

Berlino, discorso di Angela Merkel al Bundestag

La cancelliera tedesca, Angela Merkel incontrerà il premier greco Alexei Tsipras nella sua prima visita a Berlino che si terrà lunedì prossimo. "Ho invitato Tsipras - spiega Merkel al Bundestag - a Berlino lunedì e lo attendo con impazienza. Avremo tempo per parlarci nel dettaglio e forse anche per discutere". Tra oggi e domani la Merkel vedrà Tsipras prima del vertice dei leader Ue, insieme a Hollande, Tusk, Draghi e Juncker, ma si tratterà di un incontro che Atene ha strappato a forza ai leader europei e in cui spiegherà loro in che situazione finanziaria si trova. La Merkel aggiunge che nessuno deve aspettarsi una soluzione dei problemi con la Grecia al vertice di lunedì. Il mondo giudica l'Europa da come saprà gestire la situazione con la Grecia e Merkel su questo punto ha aggiunto che "se l'euro fallisce, fallisce l'Europa".


La situazione finanziaria della Grecia è "pericolosa". L'avvertimento arriva dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, in vista del vertice dei leader europei. Secondo Schulz Atene ha bisogno di 2-3 miliardi di euro a breve per evitare la bancarotta. "Il tempo sta scadendo" dice e "nel breve termine servono 2-3 miliardi di euro per far fronte agli obblighi più urgenti". "La volonta del governo greco di cooperare - dice ancora - deve migliorare", in particolare riguardo alle informazioni sui progressi delle riforme. Intanto la Bce ha deciso di aumentare di 400 milioni di euro il tetto del programma 'Ela' per la liquidità di emergenza che le banche greche possono attingere dalla banca centrale nazionale, portandolo a 69,8 miliardi di euro. Nell'ultimo bollettino della Bce si legge che "anche i rendimenti sulle obbligazioni sovrane dell'area euro con rating più basso sono diminuiti, sebbene la loro volatilita' sia aumentata in relazione all'incertezza circa la possibilità per la Grecia di mantenere l'accesso all'assistenza finanziaria"

 

Renzi "E' stato rotto un incantesimo". La magia secondo il premier sarebbe avvenuta in Italia, dove il processo di riforme è andato avanti disinnescando lo "stallo" del parlamento. E in Europa dove si è cambiato verso, si è "voltata pagina con un nuovo vocabolario" che non parla più solo di austerity ma anche e soprattutto di crescita e lavoro. Matteo Renzi rivendica con forza - illustrando alle Camere il vertice europeo di oggi e domani - il ruolo del suo governo e quello del semestre italiano, pronto a farlo valere a Bruxelles: l'Italia in Europa non "è più dietro la lavagna o a prendere i compiti ma finalmente protagonista di un percorso di cambiamento". In ore difficili, alle prese con la vicenda Lupi che tocca da vicino il suo governo e mentre dalla Tunisia arrivano le notizie dell'attacco in cui sembrano esserci vittime anche italiane, il premier si prepara a partire per il Consiglio Ue, intenzionato a spingere sull'acceleratore: il vertice "per noi sarà innanzitutto un momento di verifica e di ripartenza, con ancora più determinazione, sulle questioni di politica economica e di ripartenza del nostro Continente". Perché - ribadisce anche in tweet commentandolo con l'hastag 'lavoltabuona' - il piano Juncker, il bazooka messo in campo dalla Bce, la flessibilità e la parità euro-dollaro "sono frutto del semestre italiano". Per quel cambio "di clima" che l'Italia ha supportato anche sul fronte interno. Con le riforme, gli 80 euro, l'Irap, gli incentivi alle assunzioni e il Jobs act. Negli ultimi tre mesi, "anche se ci sono sensibilità, opinioni e voti diversi, il Parlamento ha rotto l'incantesimo che sembrava bloccarlo in uno di stallo e non vedo elemento più simbolico in questo senso che l'elezione del Presidente della Repubblica", ha aggiunto Renzi. Preparandosi a far valere il suo lavoro: il precorso di riforme che faremo da qui al 2018 è la "più grande occasione per stare in Europa da protagonisti". In un Europa che ora deve "investire sulla linea nuova della politica economica europea e invertire la tendenza come abbiamo iniziato a fare troppo timidamente".

Un inversione di tendenza necessaria anche guardando agli Usa (dove volerà il 17 aprile per incontrare Obama) dove le politiche di crescita hanno funzionato, mentre "quelle europee no". Ma il consiglio europeo - su cui ieri Renzi si è confrontato al Quirinale anche con il presidente Sergio Mattarella ed alcuni dei suoi ministri interessati ai dossier sul tavolo dei 28 - non sarà solo dedicato alla situazione economica. Al centro, oltre al previsto tema dell'energia, ci sarà anche la Libia e la questione ucraina. E, anche alla luce di quanto avvenuto a Tunisi, certamente il terrorismo e le nuove minacce dell'Isis in paesi sempre più vicini. Sulla Libia Renzi è intenzionato a ribadire il ruolo di leadership dell'Italia in una vicenda che - rivendica - "abbiamo contribuito a sfilare dall'ultimo posto dei dossier" di politica internazionale. Perché non è solo un problema di "immigrazione", che è comunque un "tema sensibile per noi ed i nostri elettorati" ma "va ben oltre": la comunità internazionale per non essere "miope" deve mettere sul tavolo la questione dell'estremismo, anche legato all'Africa, partendo dal Mediterraneo con il rischio della Libia. "Non diciamo 'aiutateci, abbiamo un problema con gli immigrati' ma "chiediamo una centralità della politica nel Mediterraneo e in Africa", "è il nostro disegno strategico". Sull'Ucraina, di cui i leader parleranno nella cena di questa sera insieme al partenariato orientale in vista del vertice di Riga a maggio, Renzi ha ribadito la posizione italiana di sostegno agli sforzi per la realizzazione degli accordi di Minsk. Ed è tornato, ancora una volta a proporre il modello Alto Adige, un accordo che rispetti un processo di riforme e, contemporaneamente, la tutela delle minoranze. E mentre Renzi prepara le valige a Bruxelles sale intanto la tensione sulla Grecia, con Atene che ha deciso - nonostante la contrarietà dell'ex-troika e le obiezioni europee - di andare avanti sulla legge "umanitaria": il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, su richiesta di Tsipras, ha convocato al un vertice domani sera con Merkel, Hollande, Draghi, Juncker e il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem.

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