Il programma di acquisto di titoli mette al riparo l'area dell'euro da un eventuale contagio legato alla crisi greca. Ad affermarlo, nel corso di un intervento a Francoforte, è il presidente della Bce, Mario Draghi. "L'impatto del programma e le misure di politica monetaria decise dalla Bce sono visibili - ha osservato Draghi - i tassi delle banche per i prestiti alle imprese hanno iniziato a diminuire nel terzo trimestre dello scorso anno, le aspettative legate all'inflazione hanno reagito positivamente e assistiamo ad un calo dei rendimenti sovrani a lungo termine nonostante la nuova crisi in Grecia. Questo ci suggerisce che il programma di acquisto di titoli mette al riparo l'area euro dal contagio e che aiuta anche la Bce a raggiungere i suoi obiettivi di politica monetaria". La ripresa economica secondo Draghi, dovrebbe gradualmente ampliarsi e rafforzarsi in quanto il rallentamento della crescita economica nella zona euro si è invertito: "Nell'ultimo trimestre del 2014 il pil dell'area euro è cresciuto dello 0,3%, ad un livello un pò superiore a quanto previsto precedentemente". A gennaio, poi, sottolinea il presidente della Bce, "la disoccupazione nell'area dell'euro è scesa al livello più basso registrato da agosto del 2012". Naturalmente, aggiunge il presidente della Bce, "questi miglioramenti non possono e non devono solo essere attribuiti alle nostre misure di allentamento monetario ma certamente la nostra politica monetaria sostiene la ripresa". Draghi non vede pericoli legati al QE: "Siamo consapevoli che le nostre misure possono comportare alcuni rischi per la stabilità finanziaria. Ma attualmente questi rischi sono contenuti". "Una critica che ci viene mossa è che avremmo dovuto attuare il nostro programma di acquisto di asset molto prima - prosegue Draghi - ma non è che non abbiamo agito lo scorso anno" specie dopo il rallentamento dell'inflazione. Che poi è il tema centrale per cui il QE stesso è partito, ed a breve termine poco cambierà: "L'inflazione dovrebbe rimanere molto bassa o negativa nei prossimi mesi e di avviare gradualmente aumentando nel corso di quest'anno. Le proiezioni degli esperti della Bce per l'inflazione di quest'anno sono state riviste al ribasso al 0,0%. Ciò riflette principalmente il brusco calo del prezzo del petrolio alla fine dello scorso anno". Ma ci sono buone ragioni per credere, spiega Draghi, che l'effetto di questo shock non si estenderà oltre il 2015 "perché le nostre decisioni di politica monetaria hanno ridotto in modo significativo il rischio di effetti di secondo impatto". Di conseguenza, la proiezione di inflazione per il 2016 è stato leggermente rivisto al rialzo al 1,5% e per il 2017 l'inflazione dovrebbe essere dell'1,8%. "Le proiezioni degli esperti della BCE integrano appieno l'impatto stimato delle nostre misure di politica - ha concluso Draghi - sono quindi subordinate alla piena attuazione di tutte le misure annunciate. E questo è proprio quello che abbiamo iniziato a fare lo scorso lunedi". L'euro ai minimi. Intanto l'euro scende sotto 1,06 dollari, segnando il minimo dall'aprile 2003 sulla scia del 'quantitative easing' della Bce. In forte calo il tasso del Btp decennale, sotto l'1,20% a nuovi minimi storici, con uno spread a 96 punti base. Tensione sulla Grecia, il cui spread torna sopra i 1.000 punti base a 1.018. Sul forex la divisa unica europea ha toccato i nuovi minimi a quasi 12 anni a quota 1,0638 in calo di circa mezzo punto percentuale rispetto ai livelli della vigilia. Prosegue quindi il movimento ribassista innescato dall'avvio del quantitative easing della Bce e dalle crescenti attese di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve entro metà anno. A pesare sull'euro ci sono anche le rinnovate tensioni sul fronte Grecia, con l'inizio dei nuovi negoziati fissato per oggi. "Il sentiment intorno all'euro rimane fortemente negativo. Sotto 1,0725 si susseguono discrete barriere per opzioni in scadenza oggi. La Grecia ha venduto 1,3 miliardi di euro di titoli a 3 mesi indispensabili per finanziare la macchina pubblica. Il tasso d'interesse, al 2,70%, sale ai massimi dal marzo 2014. Oltre ai subbugli in Grecia, le previsioni di una Fed falco in vista della riunione del FOMC della prossima settimana spianano la strada verso il nuovo obiettivo a 1,05", rimarca Ipek Ozkardeskaya, market analyst di Swissquote Europe Ltd.
Draghi: "Le misure della Bce proteggono dal contagio. Ora la ripresa"
Intanto l'euro si avvicina alla parità con il dollaro. Ora è a 1,06, il minimo da 12 anni
