Economia

Draghi compra Bond: ecco cosa cambia

Un’operazione chiamata tecnicamente "Quantitative easing" con il quale la Bce cercherà di rafforzare la timida ripresa europea al ritmo di 60 miliardi di euro al mese

Da stamattina la Banca Centrale inizia ad acquistare titoli di Stato sul mercato. Un’operazione chiamata tecnicamente "Quantitative easing" con il quale la Bce cercherà di rafforzare la timida ripresa europea attraverso l’acquisto di bond sovrani, al ritmo di 60 miliardi di euro al mese. Un passaggio che non avrà effetti diretti sulla vita dei cittadini europei ma che di riflesso può cambiare gli attuali parametri economici. Ecco come.     L’INFLAZIONE L’obiettivo dichiarato del piano della Eurotower è quello di contrastare il calo dei prezzi che, complice il crollo delle quotazioni del petrolio, ha portato nell’Eurozona la deflazione. Un calo generalizzato dei prezzi al consumo può sembrare inizialmente una panacea per per chi vive con il reddito fisso. Ma può avere effetti negativi sull’economia se innesca le aspettative di un’ulteriore flessione, che porta le famiglie a rimandare gli acquisti e gli investitori a rimandare gli investimenti, innescando una spirale recessiva. Ora l’iniezione di liquidi, stampando nuova moneta, dovrebbe spingere verso l’alto i prezzi. Più soldi a disposizione delle famiglie significa aumentare la domanda di beni e servizi e la maggiore richiesta motivare le aziende che li producono a rialzare i listini. Il carovita dovrebbe ritornare verso quota 2% rispetto all’attuale zero virgola dell’indice.     LA FINANZA PUBBLICA La deflazione influisce inoltre sul costo di finanziamento degli Stati. Oggi con la deflazione il valore del debito non scende velocemente come quando l’inflazione è più alta. Il peso per la restituzione dei prestiti concessi dalle banche internazionali agli Stati resta elevato a distanza di anni. Ora il Qe dovrebbe contribuire ad abbassare ulteriormente i rendimenti e i tassi dei titoli di Stato governativi con un effetto positivo sul costo del debito almeno dal punto di vista degli interessi da pagare. EXPORT COL TURBO Un altro effetto positivo atteso dallo shopping della Eurotower riguarda la svalutazione dell'euro. L’immissione di moneta aggiuntiva, infatti, deprezza il suo valore nei confronti di altre monete, dollaro in primis che sta invece proseguendo un rafforzamento in vista di un rialzo dei tassi di interesse dopo la fine della politica espansiva, la stessa che ora segue l’Europa per rivitalizzare la sua economia. L’effetto del deprezzamento è importante sulle esportazioni. Le merci europee infatti diventano meno care in quei paesi che acquistano con dollari. E più acquisti dall’estero si traducono in maggiori ordini per le aziende italiane, più ricavi, e di conseguenza maggiore possibilità di sfruttare gli impianti. Possibile quindi anche maggiori assunzioni.     PIÙ CONSUMI L'obiettivo principale del piano Draghi è quello di rilanciare i consumi interni, frenati dalla crisi e dalla paura che ha bloccato la voglia di spendere alle famiglie italiane. Ebbene da una parte a spingere gli acquisti dovrebbe essere la bassa remunerazione assicurata dagli investimenti finanziari che potrebbe convincere molti a svincolare fondi dai conti correnti per comprare beni, ad esempio un’auto nuova dopo sette anni di rinvii, dall’altro lato, i tassi di interesse bassi a livello di Bce, hanno già portato a livelli molto convenienti i tassi di mutui e in parte dei presiti al consumo. Le condizioni per una ripartenza della concessione del credito ci sono tutte. Non solo. Le banche, che per anni hanno lamentato la mancanza di fondi in cassa da erogare, ora riempiranno i forzieri. Saranno loro infatti a vendere i titoli di Stato a Francoforte. Venderanno carta finanziaria e riceveranno carta moneta. Spetterà alle banche riaprire i cordoni della borsa. E questa volta non dovrebbero esitare a farlo. Reinvestire i soldi in titoli non darebbe gli utili del passato causa il calo dei rendimenti. Così dovranno tornare a fare il mestiere per il quale sono nate: prestare denaro. DOVE INVESTIRE Da scartare a priori i bond governativi. Nel portafoglio ci sarà poco spazio per Bot e Btp i cui tassi di rendimento saranno così compressi da non garantire in alcuni casi il rientro di quanto investito. Spazio, con cautela, alle azioni. Il Qe dovrebbe spostare liquidità sulle Borse, in fondo si comprano asset e beni che valgono sicuramente di più delle obbligazioni. Se non si riesce ad abbandonare il titolo di Stato meglio puntare su quelli agganciati all’inflazione. Che deve tornare a crescere.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.