«Non accetteremo ricatti». Assomiglia più all’urlo della disperazione che a una sfida, quello lanciato ieri dal premier Tsipras all’indomani della decisione della Bce di chiudere i rubinetti dei finanziamenti. Dalla prossima settimana non saranno più accettati in garanzia i titoli del debito pubblico di Atene. Una decisione che rischia di paralizzare l'attività del sistema bancario greco messo a dura prova anche dalla corsa dei correntisti agli sportelli per prelevare i depositi e metterli al sicuro nel timore di un default. Il messaggio di Francoforte è chiaro: se volete condizioni di favore, dovete lavorare con la Troika. Ed è anche quello che con toni esplici e duri ha detto il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble incontrando il collega greco Varoufakis. «La Grecia deve lavorare con il Fondo monetario internazionale, la Bce e la commissione europea». E Varoufakis si è mostrato aperto a una trattativa sottolineando che il governo greco sta cercando di avere «un programma ponte fra adesso a fine maggio», per avere «spazio per dei colloqui su un nuovo contratto con la Troika». Il ministro ha anche cercato di spaventare Schaeuble mettendolo di fronte al «pericolo» che una Grecia depressa possa favorire il prevale di forze naziste, «che sono il terzo partito nel Paese» come accadde nella Germania degli anni ’30. «Nessuno può capire meglio della Germania le conseguenze a cui può andare incontro un Paese depresso da cui si pretende sempre di più. Abbiamo bisogno della Germania dalla nostra parte». Parole al vento. A fine incontro Schaeuble sintetizza così: «Siamo d'accordo sul nostro disaccordo. Alcune misure proposte dalla Grecia non vanno nella direzione che noi approviamo». Ad Atene il premier continua nella linea della durezza. Il Governo «resta deciso nell'obiettivo del programma di salvezza nazionale approvato dal voto del popolo greco» dice il suo portavoce. Intanto la tensione sale e la protesta dilaga dal web alla piazza. Migliaia di persone sono scese in piazza (diecimila per gli organizzatori) per una manofestazione nata sul web con lo slogan «Non ci ricatterete e non abbiamo paura». Nella partita entra anche l’Fmi. Anche da Washington nessuno sconto: «il programma per la Grecia è fatto per aiutare il Paese ma anche per evitare il contagio» al resto dell’Europa. Ed è quanto temono Italia e Francia che si sono affrettati a predere le distanze dalle richieste di Atene. Renzi ha sottolineato che la decisione della Bce «è legittima e opportuna». Un voltafaccia dopo «Tsipras stai sereno». Un altro player potrebbe imprimere una svolta al caso Grecia: si tratta della Russia. Il presidente Putin ha invitato Tsipras a Mosca. Giorni fa aveva offerto un aiuto economico. La questione assumerebbe una dimensione più ampia. È evidente il tentativo di Mosca di rompere, tramite la Grecia, il fronte europeo che con l’embargo sta mettendo a terra l’economia sovietica. Ma ieri è stato un altro calvario per la Borsa di Atene che ha chiuso in calo del 3,37% mentre lo spread sale.
#TsiprasStaisereno, il voltafaccia di Renzi
Il premier italiano si schiera con Francoforte: «La Bce ha fatto bene». Ad Atene protesta in piazza
