Economia

La decapitazione del contractor nipponico fa il giro del mondo

La decapitazione dell’ostaggio giapponese Haruna Yukawa ad opera dell’Isis ha fatto il giro del mondo. Il quotidiano israeliano «Haaretz» dedica l’apertura del giornale alla vicenda. «Il Giappone...

La decapitazione dell’ostaggio giapponese Haruna Yukawa ad opera dell’Isis ha fatto il giro del mondo. Il quotidiano israeliano «Haaretz» dedica l’apertura del giornale alla vicenda. «Il Giappone sta verificando l’autenticità del video che rivendica l’esecuzione dell’ostaggio», titola sotto una foto del premier nipponico Shinzo Abe. Tel Aviv ritiene degna di evidenza la notizia soprattutto perché l’ultimatum dello Stato islamico è stato lanciato quando Abe era in visita in Israele su invito del primo ministro Benjamin Nethanyahu. La prima visita di un capo di governo dopo che la Corte penale internazione ha aperto (il 16 gennaioscorso ndr) l’inchiesta sui crimini di guerra commessi quest’estate nella Striscia di Gaza. Tel Aviv, sensibile da sempre alle questioni che riguardano il terrorismo, ha così voluto approndire la notizia. Lo stesso fa lo statunitense «Washington Post» con l’articolo «Lo Stato islamico rivendica la decapitazione di un ostaggio giapponese; gli islamisti avanzano una nuova richiesta per il rilascio del secondo» e ricorda che l’intelligence Usa sta supportando il Giappone e sta esamindo il filmato dove si vede quello che dovrebbe essere il cadavere di Yukawa per capire se sia un fotomontaggio oppure la tragica realtà. Filmato che l’agenzia di stampa nipponica Kyodo News dice essere stato inviato alla moglie di uno degli ostaggi. Mentre il gigante «Ashai Shimbum», che ha sede a Tokyo punta tutto sugli sforzi del premier Abe e del governo per salvare il secondo ostaggio, il giornalista free lance Kenji Goto Jogo. Sottolineando inoltre che il Paese mantiene la linea della fermezza contro i terroristi. L’agenzia Nuova Cina si limita invece a un lancio di sole quattordici righe riassumendo la vicenda, dall’ultimatum di 72 ore con la richiesta di riscatto (200 milioni di dollari) alla decapitaziondi Yukawa. In Francia «Le monde» dedica un ampio servizio: «Il Giappone senza voce doppo la possibile esecuzione di uno dei suoi ostaggi in mano all’Isis». L’approfondimento è comprensibile. Parigi è ancora ferita dagli attentati a Montrouge, Port de Vincennes e al settimanale satirico «Charlie Hebdo». Gli autori degli assalti, i fratelli Said e Cherif Kouaci e Amedy Coulibaly, si sono detti combattenti per la Jihad e simpatizzanti dell’Isis. Così per i francesi non è difficile immedesimarsi in chi, come il Giappone è vittima dello Stato Islamico. Limitato lo spazio del belga «Dérnière Heure» all’uccisione del contractor nipponico. Eppure il quotidiano ha dedicato pagine in questi giorni al terrorismo, alla sparatoria di Verviers che ha permesso di sgominare una cellula jihadista che si preparava a colpire a Bruxelles e Charleroi.

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