Il terrore in onda, ventiquattr'ore al giorno. La guerra dei terroristi fondamentalisti e jihadisti in nome del Califfato e dell'Islam, contro l'Occidente e le sue libertà, punta da sempre sulla forza delle immagini. Dalla decapitazione degli ostaggi vestiti di arancione e ripresi durante lo sgozzamento, ai video di rivendicazione di attentati stragisti nel cuore delle nostre città, lo scopo degli assassini è sempre lo stesso: portare l'orrore negli occhi e la paura nei cuori degli occidentali. Mostrare la ferocia jihadista. Sino ad oggi nessuno - neppure Al Qaeda - aveva mai pensato di farsi un canale «all terrorist». L'Isis, il Califfato che vorrebbe egemonizzare il mondo e assoggettarci tutti all'Islam, invece sì. Starebbe per partire «KhilafaLive», la rete (televisiva) voluta dal capo dell'Isis, Abu Bakr Al Baghadi. Nel palinsesto ci sarebbe addirittura un reality, «Tempo di arruolamento», sui foreign fighters, gli squadroni della morte e di tagliagole che hanno volontari stranieri (che provengono anche dalla cara vecchia Europa per arruolarsi nell'Isis). Violenza e terrore. In una parola, propaganda assassina e antioccidentale. Contro le nostre libertà, le nostre vite. Contro la nostra sicurezza. Perché il califfo e i fondamentalisti, il loro nemico, ce l'hanno chiaro: siamo noi, sono le democrazie. In una guerra, come quella contro il terrorismo che stiamo vivendo, non si dovrebbe mai consentire la propaganda al nemico. Per questo gli stati occidentali, le democrazie, le intelligence europee e americane dovrebbero fare in modo che questa tv non venga mai alla luce. Mai. Perché di reality nel fondamentalismo assassino e jihadista non c'è nulla. È tutto una tragica realtà. Che ha già fatto troppe vittime innocenti.
Foreign fighters protagonisti del reality nella tv del terrore
di Massimiliano Lenzi
