Economia

Banche Popolari, in 10 diventeranno Spa

Il decreto legge varato dal Cdm di oggi rafforzerà il sistema creditizio. Renzi: "Momento storico". La Borsa chiude in rialzo.

Il premier illustra alla stampa i provvedimenti affrontati nel Cdm di oggi. "È una giornata storica perché dopo 20 anni di dibattito interveniamo attraverso il decreto legge sulle banche popolari. Non su tutte, ma su quelle dagli attivi superiori a 8 miliardi. Sono dieci banche in Italia". Le altre se lo vorranno potranno mantenere l'attuale configurazione. Ma queste 10 dovranno trasformarsi, nell'arco di 18 mesi, in società per azioni. Il problema del nostro paese è che abbiamo troppi banchieri e facciamo troppo poco credito. "Bisogna aprirsi ai mercati e all'innovazione. Il nostro sistema bancario è solido sano e serio ma deve cambiare", ha proseguito Renzi durante la conferenza stampa a palazzo Chigi. Il premier ha anche precisato che non sono previsti interventi sulle banche del credito cooperativo. Tra le novità: una norma sulla portabilità dei conti correnti con i costi a carico della banca. Il costo di chiusura del conto è a carico della banca e il trasferimento dei fondi deve avvenire in massimo 12 giorni. "E' un dl snello in attesa nuovo Capo Stato", ha aggiunto Graziano Delrio. E' intervenuto sull'argomento anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Ha spiegato come questa operazione di ristrutturazione del sistema bancario possa favorire la crescita della nostra economia. La trasformazione delle principali banche popolari in Spa " le renderà più forti". "E' una misura che rafforza il sistema bancario italiano che andrà sempre meglio man mano che la ripresa si consolida". Padoan ha spiegato inoltre che su questo tema abbia ascoltato il parere della Banca d'Italia. Nello specifico: "Non so cosa abbia detto il governatore Visco, ma sicuramente, come è avvenuto in passato, quando il ministero dell'Economia si occupa di questioni bancarie ascolta i consigli che vengono dalla Bankitalia. Anche in questo caso c'è stata una condivisione". Padoan si riferisce alle parole del governatore di che questa mattina aveva detto di non conoscere il provvedimento del governo sulle banche popolari. "Naturalmente - ha aggiunto Padoan - le decisioni politiche sono prese dal governo".   Il dibattito politico. Lega Nord e MoVimento 5 Stelle sono contro l'intervento. Già ieri Matteo Salvini aveva aperto le danze delle reazioni contrarie annunciando la salita "sulle barricate" in difesa dello status quo. Contrario anche il M5S. Danilo Toninelli, che attraverso Twitter ha fatto sapere: Fermiamo riforma banche di #Renzi. Ns b. popolari saranno mangiate da giganti finanziari. Famiglie e imprese avranno ancora meno prestiti. — Danilo Toninelli (@DaniloToninelli) 20 Gennaio 2015 E' contraria all'operazione Forza Italia. Raffaele Fitto ha lanciato un messaggio al presidente del Senato e (reggente) al Quirinale, Piero Grasso: non firmare un'eventuale decreto, perché al di là delle opinioni di ognuno sul merito di questa complessa questione, non si vede dove siano gli elementi di straordinarietà e urgenza per giustificare un decreto legge sulle banche popolari". D'accordo con la linea azzurra Maurizio Gasparri, per il quale non ci sono i requisiti e "il governo si deve fermare", e Renato Brunetta: "Serve un disegno di legge". La Borsa accoglie con favore il provvedimento. Piazza Affari ha chiuso in rialzo trascinata ancora una volta dalla buona vena del comparto bancario. I mercati sono già proiettati all'appuntamento di giovedì con la Bce, con la prima riunione dell'anno che potrebbe sancire il via libera al piano di acquisto di titoli Stato. I listini azionari stanno quindi cavalcando le crescenti attese per il varo di un quantitative easing aggressivi da parte dell'Eurotower. L'ultimo sondaggio Bloomberg vede l'annuncio da parte di Draghi di acquisti per 550 miliardi di euro per contrastare la deflazione, ma sul mercato circolano cifre più elevate con il piano di acquisti che potrebbe spingersi fino a 750-1.000 miliardi di euro. Questa mattina il Fmi ha tagliato le previsioni sul Pil italiano portandole allo 0,4% per il 2015 e allo 0,8% per il 2016. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,91% a 19.729 punti. Ancora in luce le banche, in particolare le popolari: Banco Popolare ha guadagnato il 5,67% a 10,99 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 7,12% a 5,94 euro, Ubi Banca il 3,10% a 6,31 euro. Come ieri a trascinare il comparto sono state le indiscrezioni pubblicate nel weekend da Il Sole 24 Ore secondo cui in occasione del Consiglio dei ministri odierno, il premier Matteo Renzi avrebe proposto la riforma del settore delle banche popolari con l'eliminazione del voto capitario. L'effetto della cancellazione del voto capitario significherebbe trasformare di fatto le banche popolari in società per azioni. Una seconda ma non meno importante conseguenza sarebbe quella di facilitare le operazioni straordinarie come aumenti di capitale e aggregazioni.

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