Economia

Nello Stato si licenzia Via 220 fannulloni

La metà per assenze ingiustificate. Colpito il doppio lavoro. Boom sospensioni In arrivo norme più dure sul rendimento

Anche se il Jobs Act non si applicherà alla pubblica amministrazione non vuol dire che non è possibile licenziare. Le norme per mandare a casa i fannulloni ci sono e, stando a quanto riportato dal sito del ministero della Funzione pubblica, qualche risultato lo danno anche se il sistema potrebbe essere migliorato. Gli ultimi dati a disposizione parlano di 220 licenziamenti nel 2013 (a seguito di oltre 6.900 procedimenti disciplinari avviati), il 45% per assenze irregolari. Il 36% è a seguito di reati e il 16% per comportamenti scorretti verso superiori o colleghi e per inosservanza degli ordini di servizio. Colpite anche le assenze per il doppio lavoro e attività extralavorative non autorizzate (il 3%). Non ci sono solo i licenziamenti. Un procedimento disciplinare si può concludere anche con una sospensione dal lavoro e senza retribuzione, che va da pochi giorni a mesi. In tutto le sospensioni sono state quasi 1.400 nel 2013. Il totale dei procedimenti disciplinari (6.935 gli avviati e 6.302 i conclusi) si chiude quindi in un quarto dei casi con l'adozione di sanzioni gravi, quali sono il licenziamento o la sospensione. Il più colpito è il comparto della Scuola con 81 licenziamenti seguito dai ministeri con 66 risoluzioni del rapporto di lavoro. Confrontando il 2013 con l’anno precedente emerge che il numero dei licenziamenti è rimasto pressocchè stabile (223 nel 2012), ma nel 2012 il motivo principale di interruzione del rapporto di lavoro era dovuta ai reati che determinavano il 47% dei licenziamenti (per le assenze dal servizio il 29%). Questa situazione, regolata dalla legge Brunetta, però secondo il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, potrebbe essere migliorata intensificando l’attività ispettiva. A giorni arriveranno gli emendamenti alla riforma della Pubblica amministrazione con la semplificazione dei procedimenti disciplinari. Tra le novità in arrivo c’è il passaggio della competenza esclusiva sulle visite fiscali dalle Asl all'Inps. Ed è proprio sul tema dei licenziamenti che potrebbero esserci cambiamenti. Non si tratta di trasferire le misure del Jobs Act al pubblico impiego (il ministro del Lavoro Giuliano Poletti lo ha escluso) ma di certo ci sarà un giro di vite. La formula sarà quela di sfoltire alcune procedure burocratiche che sono presenti nella legge Brunetta. È il caso del licenziamento per scarso rendimento (per gli statali non c'è il licenziamento economico). Secondo la normativa vigente scatta quando una «pagella» certifica una valutazione insufficiente nell'arco di almeno un biennio. Ci sono però una serie di rimandi che, secondo il ministro Madia, creano un eccesso di procedure. Poi c’è il sistema delle valutazioni, legato a filo doppio alle sanzioni. I cambiamenti riguarderanno soprattutto i dirigenti. I cambiamenti non metteranno in discussione l’articolo 18 che resterà un punto fermo nella pubblica amministrazione. Sarebbe certo l’arrivo di un emendamento che istituisce il «Polo unico della medicina fiscale». Tutti i controlli sarebbero affidati all'Inps, anche quelli relativi ai dipendenti pubblici, che ora sono sotto la competenza delle Asl (pure se in teoria la Regione competente già oggi può scegliere tra Istituto di previdenza e azienda sanitaria locale). Bisognerà chiarire se ci sarà l’equiparazione, pubblici e privati, sui giorni e le fasce orarie in cui ricevere i controlli. Per gli statali ora ci sono più ore di reperibilità e verifiche anche a partire dal primo giorno.

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