Economia

Brivido Grecia e petrolio a picco A Piazza Affari torna la paura:-4,9%

I listini affondano sui timori dell’uscita di Atene dall’euro

L’incertezza politica in Grecia e il timore che, dopo le elezioni politiche del 25 gennaio, Atene possa uscire dall’euro, fa tremare i mercati. Il cosiddetto «Grexit» rafforza l’aspettativa che la Bce possa speditamente muoversi verso l’acquisto dei bond governativi, mettendo sotto pressione le borse europee e l'euro. Così ieri è stato lunedì nero per Piazza affari e le principali borse continentali. In una sola sessione i mercati europei hanno visto andare in fumo 156 miliardi di euro di capitalizzazione; dato calcolato sulla flessione pari al 2,19% dello Stoxx 600, l’indice che raccoglie 600 società di piccola, media e grossa capitalizzazione quotate in 18 Paesi del Vecchio continente. Intanto l’euro scende ai minimi da 5 anni e mezzo a 1,1880 dollari, nettamente sotto quota 1,19 dollari. E anche sullo yen la moneta europea passa di mano ai minimi da 2 mesi a 142,86. Il vero punto debole dell’Europa è comunque la Grecia, dopo che domenica il governo tedesco ha dovuto smentire Der Spiegel, solitamente ben informato, secondo il quale il governo di Berlino, se la sinistra di Tsipras dovesse vincere le elezioni, non si strapperebbe i capelli se Atene dovesse uscire dall’euro. Ieri il portavoce della cancelliera Angela Merkel ha ribadito che Berlino non cambia posizione e non vuole che la Grecia esca dall’euro. Nettissima anche la presa di posizione di Bruxelles. Secondo i trattati Ue, ha ricordato, leggendo il testo una portavoce della Commissione, l’appartenenza all’euro è irrevocabile. Mentre in una lunga intervista radiofonica, anche il presidente francese, Francois Hollande ha chiarito che per Parigi la Grecia deve rispettare i suoi impegni europei. Hollande la prossima settimana incontrerà la Merkel, per discutere del «futuro dell'Europa». Quanto alle perdite a Milano, l’indice Ftse Mib ha segnato un calo del 4,92%, facendo risultare così la nostra Borsa come la peggiore tra tutte le consorelle europee: Parigi chiude con -3,31%, Francoforte -2,99% e Londra -2%. Giornata disastrosa per i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è sceso a circa 50 dollari: Eni precipita con -8,36% a 13,37 euro, Saipem chiude con -4,78% a 8,26 euro, Saras -3,44% a 0,80 euro, Tenaris -5,38% a 11,76 euro. Sulle montagne russe i bancari: Mps archivia la giornata in campo positivo con +0,23% a 0,4825 euro. Male, invece, Unicredit con -6,62% a 5,075 euro, Intesa Sanpaolo con -5,95% a 2,308 euro.

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