Economia

L’Ue senza Grecia spacca la Germania

Die Linke attacca la Merkel: vuole destabilizzare Atene prima delle elezioni Il governo di Berlino getta acqua sul fuoco: ci aspettiamo che rispetti gli impegni

Le elezioni in Grecia con la possibile vittoria del leader del partito di sinistra, Syriza, Alexis Tsipras hanno già messo in moto la partita a scacchi che si giocherà tra Atene e Berlino fino al 25 gennaio, data fissata per la consultazione elettorale. Difficilmente si ripeterà una situazione analoga alla crisi dello spread nel 2011 e nel 2012. Le condizioni di base sono fortemente cambiate, alcuni paesi come Portogallo e la Spagna hanno portato a casa le riforme richieste e sono ora più resistenti a una crisi finanziaria, in parte minima anche l’Italia sta costruendo un percorso di cambiamento che continua, finora a ispirare fiducia agli investitori internazionali. Così la partita si gioca ora sul filo della psicologia e l’unico risvolto evidente che può minare la fermezza della Cancelliera, Angela Merkel è quello della sua politica interna che tenterà di usare il caso greco per minare al stabilità del governo. Ieri il primo anticipo. Dopo le rivelazioni di «Der Spiegel», che aveva anticipato la sostanziale indifferenza del governo teutonico all’uscita della Grecia dall’euro, il presidente del partito tedesco Die Linke, Bernd Riexinger, ha accusato il governo di cercare di destabilizzare Atene in vista di un possibile trionfo della sinistra alle elezioni anticipate elleniche del 25 gennaio. «Con questa indiscrezione intenzionale, lancia una bomba che può causare un’escalation della crisi in Grecia», ha affermato il leader del partito di opposizione. Secondo l’articolo del settimanale tedesco Der Spiegel anticipato sabato scorso, la Germania avrebbe cambiato posizione riguardo a una possibile uscita della Grecia dall'euro e sarebbe pronta ad accettarla, dal momento che non teme più il rischio di un contagio ad altri Paesi dell'eurozona. «Mediante questa forma di estorsione pubblica si destabilizza la Grecia intenzionalmente prima delle elezioni», ha accusato Riexinger, sottolineando come sia obbligo della Merkel mettere in chiaro «in modo immediato e inequivoco» la sua posizione sull'integrità dell'Eurozona. Un attacco frontale che rischia di spaccare la Germania e che la Merkel ha immediatamente schivato con una dichiarazione ufficiale che ha gettato acqua sul fuoco della polemica. «La Grecia ha adempiuto ai suoi obblighi in passato. Il governo tedesco sostiene che continuerà a rispettare i suoi obblighi contrattuali con la troika» ha detto a Reuters un portavoce della cancelliera Georg Streiter che ha aggiunto: «Ogni governo deve rispettare gli obblighi contrattuali del precedente governo». Dunque nessuna rottura o volontà di accompagnare la Grecia fuori dalla porta dell’euro. Per più ragioni. La prima economica e cioè che oggi la moneta unica è svalutata rispetto a qualche anno fa e una crisi non porterebbe con se il pericolo di rottura. Il secondo è politico. Tsipras non ha posto più come obiettivo l’uscita dall’euro, ma la rinegoziazione del debito. Una procedura che oggi può contare anche sul fondo Esm costituito negli anni scorsi per evitare default nell’area euro. Non solo. Comunque vada Tsipras vincerà ma non potrà governare. Al suo fianco potrebbe spuntare il nuovo partito social democratico dell'ex premier greco George Papandreou, potrebbe già avere il 6,1% dei consensi. A quel punto la crisi greca potrebbe contare su un cuscinetto moderato in grado gestire senza strappi la negoziazione.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.