Economia

Un’altra stretta da 6 miliardi. La Ue chiede ancora sacrifici

L’Eurogruppo: «Servono misure aggiuntive sul deficit». Padoan: «Nessuna manovra in vista». Renzi: «Accordi rispettati»

L'Italia deve fare di più per ridurre il deficit, servono nuove misure entro marzo. Dopo il downgrade dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che boccia le misure sul lavoro, ieri dall’Eurogruppo è arrivata l’ennesima strigliata. La legge di Stabilità con l'impiego a riduzione del deficit della riserva di 3,3 miliardi accantonata a bilancio, non basta. La manovra infatti prevede una riduzione del disavanzo strutturale limitata allo 0,1%. Troppo poco dal momento che le regole Ue impongono di tagliarlo dello 0,5%. «Colmate il divario» è il compito a casa che il commissario europeo per gli Affari economici, Pierre Moscovici consegna all’Italia senza però entrare nel dettaglio del tipo di misure da attuare. Le regole europee stabiliscono che i Paesi non soggetti a procedura per deficit eccessivo debbano ridurre il deficit strutturale dello 0,5% l’anno. Mentre ad oggi la legge di Stabilità prevede un rientro limitato allo 0,3% del prodotto interno lordo. Che peraltro secondo la Commissione sarebbe invece dello 0,1% perché si basa su una diversa metodologia di calcolo del Pil potenziale. Tant’è che il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, dopo aver detto che l’Italia deve fare uno sforzo aggiuntivo dello 0,4% del Pil, ha chiarito che «la Commissione sulla base di valutazioni future potrebbe stabilire che quello 0,1% sia in realtà uno 0,2%». E una correzione dello 0,4% equivale a circa 6,4 miliardi. Oltre al deficit strutturale c’è il livello del debito pubblico che continua a salire e che l’Eurogruppo definisce «molto preoccupante». Dijsselbloem ha anche detto che tutte le opzioni su come intervenire sono sul tavolo. Il verdetto arriverà a marzo e di qui a quell’appuntamento il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan avrà il tempo per contrattare con Bruxelles uno sconto. Tant’è che Padoan si è affrettato a dire che «l’Eurogruppo non chiede una manovra aggiuntiva» e che la legge di Stabilità «attuata in modo efficace rilancerà economia italiana». Se l'Eurogruppo non chiede una nuova manovra, insiste però sulla necessità che l'Italia attui «in maniera tempestiva» quanto deciso nella Stabilità. Intanto Berlino ha corretto il tiro dopo l’accusa lanciata dal Cancelliere Merkel sull’insufficienza delle riforme italiane. Il ministro tedesco Schaeuble ha definito «impressionante» la riforma del lavoro. E Renzi ha risposto a tono al pressing europeo: «Rispettiamo gli accordi ma l’Europa non sia solo spread e vincoli».

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