È stato il cavallo di battaglia di Matteo Renzi. Avrebbe dovuto ridare fiato ai portafogli «sgonfi» degli italiani motivandoli a maggiori consumi. E in realtà il cosiddetto «bonus Renzi», 80 euro nelle buste paga di chi guadagnava meno di 1500 euro, all’inizio un po’ di voglia di shopping l’aveva data, almeno nelle intenzioni. Poi dopo l’estate le motivazioni per una maggiore spesa si sono affievolite e i «consumisti» quelli che avevano messo in conto di comprare neni e servizi sono scesi considerevolmente. A fare il quadro della situazione è un sondaggio inedito della Swg-Confesercenti che ha fotografatol’utilizzo del bonus in due momenti temporali differenti: a maggio appena annunciata la misura e all’inizio di ottobre. Ebbene se inizialmente ben 55 su 100 volevano utilizzare la somma per consumi e acquisti, nella seconda rilevazione ovvero cinque mesi, dopo la fiducia era venuta meno. Sì, la percentuale di quelli che avevano voglia di acquisto si era praticamente dimezzata passando al 26%. PIÙ ECONOMIE Il barometro dell’economia ancora fisso su un orizzonte grigio ha demotivato i consumisti e portato molti dei percettori degli 80 euro a mettere fieno in cascina. Dunque più risparmi per affrontare il futuro incerto. La percentuale di chi ha spostato parte degli 80 euro in banca e li ha lasciati sul conto corrente è salita dal 25 al 35%. La crisi ucraina e le tensioni internazionali, ma anche la mancanza di una strategia chiara di uscita dalla crisi da parte di Renzi, ha frenato la voglia di acquisti. I DEBITI IN SCADENZA Nell’euforia di poter contare su una maggiore liquidità gli italiani si sono dimenticati anche i debiti che continuano a gravare sulle famiglie italiane. Oppure alla fine dell’estate molti si sono resi conto che le spese da affrontare per pagare tasse e scadenze erano più consistenti del previsto. Sarà anche per questa presa di coscienza che, nel sondaggio della Swg-Confesercenti appare, a ottobre, una maggiore propensione a pagare con la somma in eccedenza i debiti pregressi. Nella rilevazione questo insieme di persone è passata infatti dal 20% del totale al 39%. I RISPARMIATORI Tra coloro che hanno pensato che era meglio non darsi alla pazza gioia e hanno destinato il bonus Renzi al risparmio il 44% ha preferito mettere al sicuro l’intera somma e dunque tutti gli 80 euro. Il 13% ha lasciato nel cassetto più della metà della cifra mentre il 43% è riuscita salvaguardare circa il 50% degli 80 euro. GLI SPENDACCIONI Esistono anche di questi tempi gli inguaribili ottimisti. Che continuano a spendere e a non vedere nero nei prossimi mesi. Alla fine di settembre il 25% di coloro che non si erano fatti alcuno scrupolo nello spendere lo ha consumato tutto. Il 26% dello stesso insieme di persone lo aveva consumato a metà. Mentre il restante 47% aveva destinato allo shopping meno di metà bonus, IL GIUDIZIO DELLA CGIA Il bonus ha comunque un aspetto positivo. Sulle famiglie grava un carico fiscale medio annuo di oltre 15.300 euro. Tra il 1995 e il 2013 il peso delle tasse, delle imposte, dei tributi e dei contributi previdenziali è aumentato di oltre 4.400 euro (+40,4%): si tratta di una crescita più che doppia rispetto a quella fatta registrare dal reddito nominale netto medio disponibile (+19,1%). Lo dice la Cgia di Mestre, spiegando però che grazie al bonus degli 80 euro la situazione è destinata a migliorare.
Il bonus Renzi fa «cilecca» Risparmi e poco shopping
Sondaggio Swg: a maggio 5 su 10 volevano spenderlo Dopo 5 mesi solo il 26% era disposto a consumarlo
