Economia

Sì al canone Rai in bolletta. Ma non si parte a gennaio

Renzi frena, società elettriche dubbiose e timori di flop

Così insomma se non ci sono dubbi che la riforma della tassa per finanziare la televisione pubblica ci sarà per recuperare un’evasione molto elevata sarà difficile che venga rispettata la partenza annunciata ieri dal sottosegretario dello Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, che aveva detto: «Il canone Rai sarà in bolletta elettrica dal gennaio 2015». Non c’è tempo ed è dunque probabile che l’esecutivo possa anche utilizzare a gennaio lo strumento del decreto per far partire la modifica. Sul punto Palazzo Chigi avrebbe già in cantiere l'ipotesi B, quella cioè comunque legata al consumo elettrico ma «declinata» annualmente con l'Irpef. Un’ipotesi quella di pagare il canone con i versamenti Irpef di giugno che potrebbe tornare d’attualità alla luce delle obiezioni mosse da Assoelettrica e dall’Autorità per l’energia. La differenza sta nel fatto che inserendolo nella bolletta il canone si potrà pagare diluito ogni due mesi, con l'Irpef si pagherà una volta l'anno. In entrambi i casi l'utente avrebbe la possibilità di non pagare il canone dichiarando, sotto la sua responsabilità, di non usare nessuno di questi 5 apparecchi elettronici (con cui si vede la tv e quindi la Rai): televisore, pc, laptop, tablet, smartphone. A rallentare la modifica ci sono gli interessi dei gruppi elettrici che temono di sopportare costi aggiuntivi per la riscossione. Mentre le complicazioni in campo e la possibile defaillance nella prima fase di applicazione avrebbero consigliato Renzi di non forzare i tempi e attendere che gli ostacoli tecnici fossero totalmente superati. Resta una sola incognita. E cioè la Rai che ha chiesto solo chiarezza sulle modalità del nuovo canone entro il 31 dicembre. Ultima data utile prima dell’invio dei bollettini precompilati con il vecchio importo.

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