Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan dichiara guerra al contante. Non è un atto bellicoso stile Monti che, per decreto abbassò la soglia del contante, a mille euro. Un atto deciso per contrastare l’economia sommersa che sull’uso delle banconote prospera, ma che ha avuto come effetto visibile quello di deprimere ulteriormente i consumi. Ogni acquisto sopra soglia deve essere fatto ora con i pagamenti elettronici che lasciano una traccia e consentono di creare il profilo di spesa di ciascun contribuente e di dare al fisco l’arma finale per contestare redditi non dichiarati. Risultato: quel poco di fiducia e di voglia di spendere degli italiani è stato traviato con due effetti. Il primo è che gli abbienti che vogliono ad esempio comprare un Rolex senza dovere necessariamente dichiarare come e quanto pagano attraversano la frontiera e se ne vanno in Svizzera, in Austria e anche in Germania, dove tra parentesi, non esiste nessuna soglia per l’uso del contante. Per i meno ricchi la criminalizzazione dell’acquisto ha di fatto dissuaso ogni anelito di consumismo. Dunque alla spesa, già depressa, si è aggiunta anche la paura e la caratteristica tutta italiana di tenersi sempre lontano dalle beghe con il fisco. Legittima la lotta all’evasione ma evidentemente l’esperienza non è inserita nella cassetta degli attrezzi del Tesoro. Ieri infatti Padoan ha detto rispondendo al question time alla Camera che «la normativa sulla limitazione della circolazione del contante, se rafforzata con interventi paralleli, produce prevedibili effetti positivi sui consumi». Non è chiaro quale siano gli interventi paralleli ma a naso si dovrebbe trattare di una diminuzione delle commissioni per il pagamento con le carte elettroniche oggi intascate dalle banche. Per il sistema bancario l’aumento delle transazioni telematiche si traduce in un aumento di incassi e in una diminuzione dei costi visto che oggi, quelli legati alla gestione delle banconote, sono di circa 8 miliardi. Padoan però va riconosciuto ha ben compreso di vivere in un luogo diverso da quelli di stampo anglosassone confermando che «nel nostro Paese l’uso del contante si avvicina a valori di Grecia e Spagna, uso legato ad abitudini culturali e istituzionali». Già, cultura e tradizione che non si cambiano per decreto. E sul tema è da registrare la risposta di Salvini, leader della Lega Nord: «Per Padoan limitare l’uso del contante può aiutare i consumi. A me pare, per dirla alla Fantozzi, una ca...ta pazzesca! E a voi?».
Padoan: guerra al contante E le banche si fregano le mani
Il ministro: limitarne l’uso aumenta i consumi. E le commissioni
