Economia

Scontro Della Valle-Squinzi: «Voto subito». «No, un danno»

Il patron della Tod’s: «Altri due anni così e l’Italia muore»

Torna Della Valle nelle vesti del picconatore. Il presidente e ad della Tod’s tira fendenti a tutto campo. Torna a prendersela con il sistema politico, attacca a testa bassa il numero uno della Fiat-Chrysler Marchionne e polemizza con il «salotto buono» di Rcs. «Spero che si vada a votare prima possibile, altri due anni così e il Paese muore» incalza Della Valle che auspica «l’arrivo prima possibile della nuova legge elettorale e di qualcuno che possa comandare per davvero. Sarebbe meraviglioso eleggere chi si vuole nel Parlamento con le preferenze, ma dovrebbe essere così anche per il Presidente della Repubblica. È una figura che deve garantire i politici, e non mi va che lo eleggano i politici». Gli risponde a stretto giro il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi che rilancia invece la priorità delle riforme, «senza le quali il voto sarebbe un danno per il Paese e non ci darebbe maggiore credibilità in Europa». Della Valle poi contesta la decisione di Marchionne di quotare la Ferrari; un’operazione fatta apposta «per salvare quel grande bidone che è la Fiat». Parlando all'evento «Back to Italy» in Piazza Affari a Milano, il patron della Tod’s dice fuori dai denti che la quotazione in Borsa «depaupera l'azienda che invece usava quel denaro per finanziare il suo sviluppo. Invece adesso quotano in Borsa un pezzetto per ripianare i debiti di Fiat mentre il resto se lo prendono gli azionisti». E attacca gli Agnelli: «È vergognoso, l'Italia cambierà quando capirà quanto male ha fatto questa famiglia al Paese». Della Valle ha poi spezzato una lancia a favore del nuovo presidente di Alitalia e suo amico Luca di Montezemolo: «È vergognoso il modo in cui è stato mandato via e il motivo è evidente». Proprio ieri è stato depositato un documento dalla Fca (Fiat Chrysler Automobiles) presso la Sec, l’Authority di controllo sui mercati negli Usa, nella quale riferisce che «Fca riceverà dalla Ferrari 2,25 miliardi di euro fra dividendi e trasferimenti di liquidità». Infine una stoccata a Rcs. Della Valle ammette di aver «sbagliato a investire» nel gruppo, di cui è secondo azionista. «Il mio pensiero era di poter portare la voce dell'impresa nel posto dei poteri forti, che erano quasi tutti mummificati e autoreferenziali. Ma lì non sono riuscito quasi a toccare palla».

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