Economia

Parte l'unione bancaria

Alla Bce il compito di vigilare su 120 istituti

Parte la vigilanza unica bancaria con la Bce che ha assunto ufficialmente il compito di supervisore unico del sistema bancario dell'Eurozona. Ieri è entrato in funzione il Meccanismo di Vigilanza Unico (o Ssm, Single Supervisory Mechanism), un organismo nato in seno all'Eurotower che, con la collaborazione delle banche centrali degli Stati membri, vigilerà sui 120 maggiori istituti dell' unione monetaria, 15 dei quali italiani, esercitando così una funzione di monitoraggio diretto sull'82% del mercato del credito dell'Eurozona. Le 3.500 banche minori non sfuggiranno comunque al radar di Francoforte, che vigilerà su di esse con le autorità nazionali competenti. È stato quindi posto il primo pilastro dell' unione bancaria. Per il secondo, il Meccanismo di Risoluzione Unico, che si occuperà della liquidazione delle banche a rischio fallimento, bisognerà attendere gennaio 2016. «Molto è stato fatto per preparare la supervisione bancaria della Bce», ha commentato Daniele Nouy, numero uno del Ssm, «ora abbiamo un'opportunità unica per sviluppare una cultura della sorveglianza che sia veramente europea, costruendo sulla base delle migliori pratiche di supervisione di tutta l'area euro». «Una supervisione bancaria a livello europeo migliorerà e rafforzerà la stabilità finanziaria» ha rilanciato la vice presidente dell'ente, e consigliere esecutivo di Francoforte, Sabine Lautenschlager. Tra le novità del Ssm c'è la composizione prevalentemente femminile. Il consiglio di supervisione dell'organismo è infatti completato da due donne, la canadese Julie Dickson e la finlandese Sirkka Hamalainen, e dall'italiano Ignazio Angeloni, unico componente di sesso maschile. A seconda delle valutazioni dei team di supervisione congiunti (ognuna delle 120 banche di importanza sistemica ne avrà uno, i cui membri arriveranno sia dallo staff della Bce che dalle banche centrali nazionali), l'Eurotower, tramite il Ssm, avrà l'autorità di condurre indagini e ispezioni sul campo, rilasciare o ritirare licenze bancarie, bloccare le operazioni di acquisizione e cessione e imporre requisiti di capitale più elevati a quegli istituti considerati troppo fragili. A questi nuove funzioni corrisponderanno, come ovvio, nuovi poteri sanzionatori: le banche che non rispetteranno le indicazioni della Bce rischieranno multe pari a due volte i profitti guadagnati o le perdite evitate grazie all'operazione incriminata o, qualora ciò non sia possibile da stimare, al 10% del fatturato complessivo dell'anno precedente. Francoforte potrà addirittura sollevare dal proprio ruolo i manager delle banche considerati non all'altezza del loro compito.

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